Gioco
Cimitero dei Lupi, la parte monumentale in condizioni critiche
Dopo la chiusura di tre loggiati partiti i lavori di restauro, servono due milioni e mezzo l’accesso possibile di nuovo probabilmente a novembre
LIVORNO. Una città nella città, sezioni di più recente costruzione, altre decisamente più vecchie, come nel caso della Galleria Nord, o quella lato ferrovia (Intercolonio) e infine quella Sud, realizzate dall’ingegner Angelo Unis tra il 1844 e il 1891 che delimitano il versante orientale del cimitero, dove si trova il Sacrario militare. Un fronte totale di oltre 400 metri divisi su tre lati, geometricamente squadrato, una edificazione monumentale tutta a colonnati. Siamo al cimitero della Cigna, più conosciuto dai livornesi come I Lupi. Tutte queste gallerie sono state chiuse sin da giovedì, l’accesso è interdetto a chi avesse desiderio di mettere un fiore alla tomba di un amico o un parente stretto. Un atto dovuto, che risponde agli elementi basilari sulla sicurezza e l’incolumità delle persone. Dove non sono piazzate alte transenne da cantiere, ci sono fettucce a righe bianco e rosse, per far capire che più in là non si passa.
L’ingegner Alessio Bozzi del Comune ha preso di petto la situazione su un manufatto che stava evidenziando il deterioramento con pericolo di caduta di controsoffitti (a volta o a cupola) realizzati in mezzane. Lavori importanti ed impegnativi. Sia, per i tempi di realizzazione che a livello economico. Riguardano una superficie rispettivamente di 1.638, 2.793 e 2.856 metri quadrati e gli interventi di risanamento conservativo comporteranno l’impermeabilizzazione del manto di copertura tramite guaine, la sostituzione delle tegole marsigliesi compromesse, il risanamento delle volte dei controsoffitti con interventi di consolidamento strutturale, anche dal punto di vista sismico, e infine il restauro delle facciate, delle cornici, delle modanature e degli infissi, di grande valore storico monumentale. Quanto prima, si dovrebbe procedere con il ponteggio, condizione necessaria per gran parte degli interventi da fare, stimati nell’ordine di non meno di 2,5 milioni di euro. I tempi previsti per il montaggio del ponteggio che di fatto metterebbe in sicurezza tutta la zona ora chiusa e che permetterebbe ai parenti di tornare a trovare il caro estinto, non sono ancora specificati con esattezza. Di certo c’è che il sindaco si è già impegnato a non perdere troppo tempo. Ma è presumibile pensare che per gli ultimi giorni di ottobre tutto potrebbe essere compiuto. Giusto in tempo per Tutti i Santi. Sarebbe quello il primo step della fase del completo recupero per il quale dall’esperienza di restauri simili, occorrono almeno due anni. Dovendo rispettare anche direttive che arrivano dalle Belle Arti, visto l’importanza storica dei manufatti.
Intanto, la città nella città, è tutta un cantiere. Viola Ferroni, assessora al bilancio con delega anche ai servizi cimiteriali, lo ammette senza problemi: «Fin dalle prime settimane abbiamo monitorato la situazione dello stato di manutenzione , che è apparsa subito critica.
Per questo è in fase di realizzazione una progettazione più ampia del cimitero, finalizzata ad una ristrutturazione complessiva». C’è molto da fare per evitare infiltrazioni d’acqua ogni dove. La direttrice del cimitero, Simona Lazzeroni vede lo stato di avanzamento dei lavori in altre zone del cimitero ed è soddisfatta. «Si sta lavorando sulla chiesa e contemporaneamente si è provveduto a tre blocchi di sepoltura che avevano il tetto un po’ deteriorato. Risanamenti totali che stanno procedendo celermente. Se è vero che le maestranze hanno cominciato venti giorni fa ed un primo blocco è stato ultimato, sul secondo siamo quasi in porto e a breve si attaccherà con un altro. Da vedere quale, perché tutti e 13 i blocchi avevano bisogno di interventi. Procediamo per priorità». —
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