Il Tirreno

Livorno

PRECISAZIONE 

La giunta regionale non ha ancora firmato il protocollo

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LIVORNO. «La giunta regionale ha adottato degli atti ma non ha proceduto alla firma del protocollo con gli enti e i soggetti interessati per la realizzazione dell’impianto. Lo precisa la Regione rispetto a quanto scritto nell’articolo pubblicato ieri su “Il Tirreno” con il titolo “Maxi gassificatore perché a Livorno e non altrove”. Una posizione quella della giunta regionale che trova conferma anche nelle ultime comunicazioni ufficiali «La scelta di Eni è obbligata: deve abbassare la percentuale di carburanti di origine fossile raffinati - spiegava la Regione nel luglio scorso - Ma quella scelta si traduce in opportunità».

«In Toscana - aveva poi spiegato fa il presidente Enrico Rossi - si producono due milioni e 200 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. La raccolta differenziata sfiora il 56 per cento. Noi vogliamo arrivare entro il 2030 almeno all'80 per cento. Pensiamo (e speriamo) che i rifiuti in Toscana debbano diminuire. Ma anche se così non fosse, e considerando la possibilità di un'ulteriore differenziazione sull'indifferenziato, rimarrebbero alla fine più di 300 mila tonnellate di rifiuti da smaltire». Se trasformati in parte in combustibile solido secondario, si sottolineava, « potrebbero essere utilizzati nell'impianto di Livorno e lì essere trasportati via treno. Perché l'indifferenziato diventi Css va però lavorato. Da qui la necessità che l'area di Casa Passerini, quella dove avrebbe dovuto nascere l'inceneritore, accolga gli impianti di selezione». —

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