Gioco
In mille a caccia dei cento posti offerti alla Borsa mercato del lavoro
L’incontro tra aziende e baristi, animatori, receptionist e cuochi per l’estate. Occasioni sul litorale
Pisa. Da una parte un migliaio di aspiranti lavoratori stagionali. Dall’altra 47 aziende che offrono un centinaio di posti di lavoro. Domanda e offerta di lavoro nel settore turistico si sono incontrati ieri alla Leopolda. Nel salone dell’ex stazione si è tenuta la seconda edizione della Borsa mercato lavoro con tantissimi giovani e meno giovani alla caccia di un impiego nella stagione estiva alle porte.
Alle 9.30 il taglio del nastro con il presidente dell’Ente bilaterale del turismo toscano (Ebtt) Federico Pieragnoli e il vicepresidente Roberto Betti a fare gli onori di casa con il viceprefetto Alessandra Petronelli, l’assessore al turismo Paolo Pesciatini, la dirigente del Centro per l’impiego Donatella Donadel e, per i consulenti del lavoro, Alberto Falaschi e Francesca Parri. Poi gli aspiranti baristi e receptionist, hostess e animatori miniclub, addetti al bancone e cuochi, manutentori e autisti Ncc si sono presentati curriculum alla mano per i colloqui con le aziende che hanno aderito all’iniziativa dell’Ebtt patrocinata dalla Regione, dal Comune di Pisa e realizzata in collaborazione con Arti, Centro per l’impiego e l’istituto alberghiero Matteotti.
E dall’incontro fra chi cerca e offre lavoro emergono storie che sono un po’ lo spaccato di una società post, o forse pre, crisi economica.
Ci sono giovani come Emanuela che si propone in tutti gli hotel: «Sto finendo un corso di formazione professionale per ottenere la qualifica di receptionist. Finito lo stage si comincia a fare sul serio. Meglio cominciare da subito a lasciare il curriculum».
C’è chi come Latifa riceve turisti da anni e vede con un po’ di paura chi si affaccia nel settore per la prima volta: «Con le nuove norme chi ha meno di 30 anni è avvantaggiato. Ma allo stesso tempo le aziende cercano persone che abbiano già esperienza. È un po’ un controsenso ma a noi non resta che continuare ad aggiornarci e presentarci sempre più preparati».
«Ci sono tante persone in cerca di lavoro, ma non è facile trovare le figure che cerchiamo», spiega Massimiliano Vanni del Go.Do burger bar & bistrot di Lucca. Sul cartello che indica le posizioni offerte dalla sua azienda, accanto a “Cuoco capo partita” ha aggiunto a penna la scritta “Non fenomeni”: «In tanti millantano competenze che non hanno. Sgamarli è facile per chi lavora su un progetto di qualità, ma comunque ci provano lo stesso».
Roberto le competenze le ha, per anni ha gestito un suo locale, ora però cerca un posto da dipendente. «Abbiamo parlato con tante persone oltre i 30 anni e due o tre imprenditori del settore che hanno chiuso l’attività – conferma Rosaria Russo di McDonald’s –. Hanno esperienza ma da noi non si diventa subito manager, prima occorre fare la gavetta». «In tanti cercano posti d’ufficio – aggiunge Lara Fabbro del Park Hotel Le Fonti di Volterra –, anche se va detto che i giovani si mostrano volenterosi».
Come Laura che punta a lavorare nella hall degli hotel con una laurea in lingue e letterature straniere: «Spero che le mie competenze siano apprezzate. Per il resto mi metto in gioco e sono pronta anche a viaggiare». O come Luca, fresco di laurea in chimica e pronto a fare il barista: «Voglio guadagnare e imparare a fare i cocktail. Alla fine non è tanto diverso da ciò per cui ho studiato».
«Di storie come questa ce ne sono tante: ho parlato con un ragazzo laureato in scienze biologiche che si è reinventato receptionist dopo aver lavorato 10 anni al Cnr», commenta Adriana Orsi dell’hotel Touring di Pisa. È l’erede di una famiglia di albergatori e si è presentata alla Borsa con la figlia psicologa: «Il suo aiuto è importante. Si propongono in tanti, ma molti hanno solo necessità e non esperienza. Alla fine contano le motivazioni». —
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