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General Motors chiude la fabbrica in Cina A rischio i lavoratori della ex Continental

Danilo Renzullo
General Motors chiude la fabbrica in Cina A rischio i lavoratori della ex Continental

Il coronavirus ha costretto la multinazionale a bloccare la produzione e uno dei fornitori principali è la Vitesco di Fauglia

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COLLESALVETTI. Non solo ha infettato decine di migliaia di persone e provocato più di duemila morti. Il coronavirus ha contagiato anche il cuore industriale della Cina. Il suo battito, sempre più lento, rischia di ostruire le arterie che alimentano un sistema con ramificazioni in tutto il mondo.

A farne le spese potrebbe essere anche lo stabilimento di Fauglia della Vitesco Technologies, l’ex Continental attiva nella produzione di iniettori per auto. Uno dei principali clienti della multinazionale del settore dell’automotive, la General Motors (nonostante negli ultimi giorni siano emersi segnali di un miglioramento della situazione sul fronte del contagio e anche sul piano delle attività lavorative le case automobilistiche abbiano iniziato a riaprire gli impianti in diverse province cinesi) ha annunciato la temporanea chiusura della fabbrica di Wuhan, la metropoli epicentro del virus che ha generato una psicosi mondiale, dove vengono assemblati gli iniettori acquistati dalla fabbrica di Fauglia.

Lo stabilimento cinese della casa automobilistica statunitense, che ha già interrotto la produzione, resterà chiuso almeno per tutto il mese di marzo per dar seguito alle indicazioni delle autorità locali di sospendere ogni tipo di attività con la speranza di mettere un freno alla propagazione dell’epidemia.

La General Motors è stata quindi costretta a interrompere momentaneamente anche il rapporto commerciale con la Vitesco Technologies, che destinava alla fabbrica cinese la maggior parte di un particolare iniettore ad alta pressione per auto a benzina.

Per sopperire alla contrazione dei volumi di produzione, la Vitesco Technologies sarà probabilmente costretta ad una riorganizzazione interna che impatterà sui turni di lavoro e sugli operai destinati alla linea di produzione che impiega cinque squadre composte da otto operai, spalmate su una produzione a ciclo continuo.

I primi a subire le conseguenze della riorganizzazione potrebbero essere soprattutto alcuni lavoratori in somministrazione.

Un’eventualità, quella della riduzione della produzione dello specifico iniettore, che nei prossimi giorni sarà valutata dai vertici locali della multinazionale attiva anche a San Piero a Grado.

Nonostante una diminuzione delle lavorazioni, la temporanea chiusura della fabbrica cinese della General Motors non dovrebbe comunque gravare, almeno economicamente, sullo stabilimento di Fauglia della Vitesco Technologies, già coinvolto insieme alla fabbrica “gemella” di Pisa nel maxi-piano di ristrutturazione annunciato dalla Continental (750 esuberi previsti nel quinquennio 2023-2028) per far fronte alle difficoltà che sta attraversando il mercato delle auto e la “rivoluzione” che sta affrontando il settore automobilistico col graduale passaggio ai motori elettrici.

Recentemente, un centinaio di dipendenti hanno intrapreso un percorso di studi realizzato in collaborazione con Università, Regione e Unione industriali per sviluppare competenze nel settore ibrido ed elettrico e provare a convertire la produzione degli impianti pisani così da assicurare loro un futuro e salvaguardare i livelli occupazionali. —

Danilo Renzullo

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