Il Tirreno

Livorno

il caso a vicarello 

Passi carrabili, in due strade chiesti i rimborsi al Comune

Flavio Lombardi
Passi carrabili, in due strade chiesti i rimborsi al Comune

Le famiglie: «Sono nelle nostre proprietà, il giudice di pace ci ha dato ragione» E lanciano una provocazione: «Siamo disposti a bloccare il conto dell’ente»

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E’ un simpatico signore in pensione, ma ha energie da ventenne. Nativo di Lari, diplomato geometra andando a scuola con il critico d’arte Carlo Pepi, appassionato d’arte, dipinge ed ha frequentato la scuola di Voltolino Fontani. Il tempo ora non gli manca e per una questione di mero principio va avanti nella sua (e di altri) lotta. Mauro Nesti abita in via Fanfani, una strada privata come la parallela via don Raglianti, che il Comune di Collesalvetti dovrebbe già avere acquisito ad uso pubblico «anche se per l’Agenzia del territorio la pratica non è del tutto formalizzata».

Il problema riguarda i cancellini che si affacciano sulla strada. Secondo l’amministrazione, sono tenuti a pagare la tassa per il passo carrabile (ma le notifiche non arrivano a tutti e anche questo è affare assai curioso), per i residenti invece ma anche secondo almeno tre sentenze del giudice di pace, no. Perché si tratta di passi a raso, ma all’interno di ogni singola proprietà. «Quando furono comprate le preselle, ogni frontista doveva concedere tre metri di strada al Comune - spiega - Alla fine, a me ed altri residenti che stanno sul mio fronte, avanza ancora un metro e mezzo e a quelli dirimpetto, mezzo metro. Si evidenzia per cui, che il millantato passo carraio per il quale si esigono tasse, è all’interno della nostra proprietà».

A conferma di ciò che Nesti dice, l’esempio dato da un residente di via don Raglianti che ha delimitato ciò che gli appartiene fuori dal cancello e dal muretto del giardino con delle righe bianche delimitate all’esterno con dei piolini. Di quelli usati anche per gli spartitraffico. Nesti comincia a prendere in mano alcune pratiche. E le esibisce. «Come premessa dico che le perizie le fanno i geometri, non i ragionieri. Andammo in Comune per trovare una soluzione dopo la prima notifica del 2015, anno in cui ripristinarono la tassa, in cui chiedevano già anche il pagamento retroattivo del 2014 ed addirittura sono usciti poi col 1996, 1997 e 1998. Che per non avere noie, ho pagato. Il Comune ricevette tutti gli atti che dimostravano che la tassa non è dovuta e non so che fine hanno fatto. Nel frattempo, continuano attraverso Ica, l’agenzia spezzina di riscossione, ad esigere i pagamenti. A questo punto, ho deciso di andare in tribunale». Fra le carte, ne affiora una del Comune datata 28 novembre 1998 ed in cui il tecnico inviato dichiara che si tratta di “riporto di ghiaia più terra in salita e non esiste nessun tipo di manufatto”. Poi esibisce delle sentenze del giudice di pace e che riguardano suoi vicini. Che non danno ragione al Comune. Poi c’è una perizia del perito del tribunale. Che accerta la “totale infondatezza in fatto e in diritto delle ingiunzioni di pagamento impugnate e per effetto procedere al loro totale annullamento”. Che fare quindi? «Nel settembre 2011 ci hanno chiesto la strada per uso pubblico - dice Nesti - e come fanno a quindi chiedere una tassa su una strada privata, quale sicuramente era nella metà degli anni ’90? C’è un cortocircuito dal quale non riescono ad uscire». Ica, intanto ha fatto ricorso in appello e ha perduto.

Come andrà a finire?Nesti lancia una sorta di provocazione. «Quando non paghi le tasse, alla fine per il cittadino c’è il fermo amministrativo e magari gli bloccano anche il conto il banca. Bene, ci batteremo per ottenere un provvedimento del genere. Non solo non dobbiamo pagare, ma le persone che hanno ricevuto negli anni i bollettini e le ingiunzioni, pagando tutto, devono avere il rimborso di ciò che invece non è affatto dovuto. O la macchina burocratica sciocca e cieca si ferma, smette di importunarci rovinandoci anche la salute e ci restituisce i soldi, oppure, fosse anche l’ultima cosa che faccio, faremo tutto per bloccare il conto del Comune». —

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di Redazione web