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In 200 diventano maggiorenni e vanno a donare il sangue

Nicolò Cecioni
In 200 diventano maggiorenni e vanno a donare il sangue

Avis, Admo e Aido nelle scuole per spiegare ai ragazzi l’importanza del gesto Su 400 studenti contattati nel 2019 la metà è andato al centro trasfusionale

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Sono oltre 200 i ragazzi e le ragazze neomaggiorenni che hanno effettuato la prima donazione di sangue nel 2019. Un numero importante che ieri pomeriggio il presidente di Avis, Matteo Bagnoli, ha presentato con orgoglio al convegno “La scommessa del dono, nuovo paradigma educativo e sociale” che si è tenuto nell'aula magna dell'Iti Galilei.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, Avis, Admo e Aido si sono unite per sensibilizzare sul tema della donazione i docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo livello. «Sono ormai più di 10 anni – ha spiegato Bagnoli ai presenti – che Avis è presente nelle scuole per informare i ragazzi su quanto sia importante donare sangue e plasma. E gli studenti, come sempre, si sono dimostrati particolarmente ricettivi e interessati all'argomento. Oltre che con gli alunni, però, è importante anche parlare con i professori, in modo che ai ragazzi arrivi una duplice informazione e una volta diventati maggiorenni possano diventare donatori». Proprio come hanno fatto in 200 lo scorso anno.

«Siamo particolarmente soddisfatti di questo dato – ha continuato il presidente di Avis – perché grazie alle nostre attività nelle scuole, nel 2019 abbiamo contattato e informato ben 400 alunni già maggiorenni o che hanno compiuto i 18 anni nel corso dell'anno. Oltre il 50 per cento di questi hanno deciso di recarsi al centro trasfusionale per procedere con la prima donazione della loro vita. E non capita certo tutti gli anni di avere 200 giovani nuovi donatori».

Per questo le attività nelle scuole continueranno e saranno ancora più intense. «Questo convengo – ha chiuso Bagnoli – si chiama la scommessa del dono perché per noi, così come per Aido e Admo, il dono è una vera e propria scommessa. Non è possibile che nel 2019 ci siano momenti in cui manca il sangue. La strada è ancora lunga, ma siamo pronti per percorrerla».

Oltre alla padrona di casa Manuela Mariani, ha parlato anche Maria Lina Cosimi, vicepresidente regionale di Aido. «I ragazzi – ha detto – sono molto sensibili al tema della donazione degli organi. Rispetto a qualche anno fa non c'è più nessun tabù, anzi se ne parla sempre più spesso e questo è un bene. Inoltre molti giovani hanno avuto parenti o amici che prima di morire hanno deciso di donare gli organi e dunque hanno visto che è una cosa utile e fondamentale per salvare altre vite. Per questo, sebbene ancora molto giovani, in diversi sono già venuti a chiederci di iscriversi nei donatori post mortem».

Anche l'Admo ha partecipato al convegno. «Per entrare nel registro dei donatori – ha detto il presidente Lorenzo Luti – si deve essere tra i 18 e i 35 anni. Per questo motivo è importante sensibilizzare i ragazzi fin da giovanissimi, in modo che abbiamo tempo per metabolizzare la cosa e poi scegliere consapevolmente di iscriversi all'Admo. La nostra collaborazione con le scuole funziona e lo vediamo anno dopo anno con sempre più adesioni che ci riempiono il cuore di orgoglio e ci fanno continuare nella nostra attività».



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