Gioco
Addio alla bambina di Modigliani e ai suoi fratelli: «A fine 2020 altro super evento al Museo»
Dopo la chiusira della mostra l’annuncio dell’assessore alla cultura Simone Lenzi. E prima dell’autunno altre 3 esposizioni nel polo del Luogo Pio
LIVORNO. E adesso che Modigliani è volato a città del Messico, che succede al Museo della Città? Il sindaco parla di un crono programma preciso. E passa la palla all’assessore alla cultura Simone Lenzi, che illustra quelle che saranno le prossime mosse. «Per quanto concerne il museo – spiega Lenzi –, visto l’investimento che abbiamo fatto, la priorità è quella di mantenere l’allestimento, e imbastire altre mostre. Poi, nel 2021 torneremo alla disposizione originale, chiaramente rivisitandola, superando le criticità che aveva evidenziato: in primis la staticità. Occorre variare, le opere si devono muovere. Il museo costa tanti soldi, e per tenerlo aperto serve molto lavoro».
In linea temporale, l’appuntamento più vicino è per il mese di marzo. «La prima cosa che faremo sarà un allestimento del rinato premio Modigliani. Lo scorso anno ottenemmo il finanziamento dal ministero per rimetterlo in piedi, è questo ci dette grande soddisfazione. Si tratta di un premio storico, importante. Faremo anche una piccola retrospettiva di tutti i vincitori del passato, e in quel contesto assegneremo il premio a quelli nuovi. Abbiamo previsto anche altre mostre, successive, ma per adesso è un po ’presto per parlarne; dobbiamo ancora decidere quando programmarle».
Dunque, per fare chiarezza, dopo il premio seguiranno due esposizioni, che traghetteranno la struttura fino all’autunno: e, quando le foglie cominceranno a cadere di nuovo dagli alberi, ci sarà, ed è ufficiale, un’altra super mostra, con un nome di primissimo piano. Sembra che in pentola stia già bollendo qualcosa, almeno due alternative concrete. Ma Lenzi e Salvetti; non parlano, niente gustose anticipazioni. Ogni cosa a suo tempo. Invece qualche ben informato sostiene che, tra le due mostre di respiro diverso, una sia relativa all’opera di Mario Puccini, altro pittore di cui quest’anno ricorre il centenario dalla morte.
La seconda invece, prevista per l’estate, non potrà essere pittorica a causa dell’umidità presente nel museo: sarà qualcosa legato alla storia, con oggetti e materiali. Lenzi torna brevemente all’evento appena concluso. «È stato un gran lavoro da parte di tutti; non certo facile, si diceva che Livorno non fosse pronta. Ma io ho sempre sostenuto che i livornesi in situazioni di emergenza sanno dare il loro meglio. Questo successo deriva dall’approccio culturale alla cultura. Ed i risultati ottenuti potranno fare la differenza in futuro: la città ha finalmente fatto pace con Modigliani, e quindi con se stessa. La pace con se stessi è il primo passo per riuscire a far qualcosa di buono nella vita» .
Livorno ha cominciato a capire davvero quali sono le sue potenzialità, e metterle in campo. “Adesso sa che può farcela in qualsiasi situazione”. Interessanti novità anche per quanto riguarda la piazza del Luogo Pio, che rimarrà punto di riferimento (con qualche aggiustamento) per la nuova edizione di Effetto Venezia, il cui tema sarà “Tutti i colori del mondo”.
Resta al suo posto anche la grande M, l’arco protagonista di innumerevoli foto ricordo: verrà “brandizzato” con l’effige del museo della città, e, una parte, varierà coi diversi temi delle mostre. Sul finale, anche una frecciatina verso il consigliere comunale Andrea Romiti (fratelli d’Italia), che più volte ha vestito i panni del guastatore, non ultima la vicenda della corte dei conti. Sullo schermo appare una sua foto, scattata durante la visita effettuata con Vittorio Sgarbi, che lo ritrae intento a farsi un selfie insieme ai capolavori di Modigliani. E poi la didascalia: “La cultura unisce tutti”. —
Simone Fulciniti
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