Gioco
«Partecipazione negata? Accuse false, così fanno solo un danno alla città»
Fenzi (Pd), Talini (Futuro) e Simoni (Casa Livorno): 10 commissioni prima dell’approvazione. «Sorgente? Farebbe meglio a dimettersi»
LIVORNO. «Prendo in prestito la frase dell’avvocata Martini con la quale si dice che nella votazione del bilancio si è impedita la partecipazione democratica del consiglio. Accuse che ci lasciano perplessi, perché non sono vere».
Paolo Fenzi, capogruppo del Pd, non ha dubbi: «Il ricorso al Tar presentato dai 5 Stelle segna un punto di svolta nei rapporti e nelle relazioni tra maggioranza e opposizioni». Tradotto, significa che il cantiere nazionale Pd-5Stelle non troverà, salvo sorprese, applicazioni pratiche a Livorno. E se qui i rapporti fra pentastellati e democratici non erano mai stati idilliaci, la “guerra” giudiziaria sui conti di Palazzo segna probabilmente il de profundis su ogni possibile ipotesi di alleanza in salsa labronica.
L’accusa di aver tarpato le ali ad un dibattito e a una discussione serena del Dup (il documento unico di programmazione) e del bilancio comunale, con i pareri contabili arrivati in ritardo sui banchi dei consiglieri, è quella che più ferisce la maggioranza. «Nella settimana precedente all’approvazione – dice Fenzi - ci sono state ben 10 sedute di commissione alle quali hanno partecipato tutti gli assessori. Come si fa a dire che non c’è stata partecipazione?».
Perché – lo dicono chiaramente Marco Talini (Futuro) e Cinzia Simoni (Casa Livorno) – questo ricorso rischia di far male «non tanto alla maggioranza, quanto piuttosto alla città intera». Perché un eventuale esercizio provvisorio significherebbe un drastico ridimensionamento della spesa già messa a bilancio da questa amministrazione “a partire proprio da una serie di interventi in campo sociale”, dalla casa alle scuole.
Talini, dopo aver ribadito che tutti gli atti e la documentazione sono stati forniti “nei termini di legge”, entra in punta di piedi nello specifico del ricorso al Tar. «Il parere dell’organo tecnico in ritardo? Ricordo che il consiglio ha deliberato l’approvazione forte di un ulteriore parere espresso dal segretario comunale. E poi, se proprio vogliamo parlare di tempi, nei 5 anni precedenti a quest’amministrazione il parere dei revisori era stato reso addirittura nella seduta consiliare in cui si approvava il bilancio».
Per Simoni quello dei 5 Stelle è “un tentativo di infangare la macchina amministrativa” con un ricorso “pretestuoso”, ma anche pericoloso proprio perché rischia di limitare le scelte già fatte mettendo in esercizio provvisorio una città di quasi 200mila abitanti. Lo ribadisce, senza giri di parole, Talini, secondo cui questo è “un altro tentativo di risolvere per via giudiziaria questioni che sono di pertinenza politica” (in precedenza Fenzi aveva fatto riferimento all’esposto alla corte dei Conti presentato da Fratelli d’Italia sulla mostra di Modigliani). Col consigliere di Futuro che si dice particolarmente deluso dal comportamento istituzionale di Stella Sorgente. «Mi dispiace. L’ho votata, la ritengo una consigliera attenta che fino ad oggi ha svolto anche bene il suolo ruolo di presidente di commissione».
Oggi però - fanno notare Talini, Fenzi e Simoni - quei requisiti di imparzialità che competono ad una figura di garanzia come un presidente di commissione sono venuti meno “e ciò imporrebbe alla capogruppo del M5S una scelta”, quella delle dimissioni dall’incarico. —
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