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La “bioraffineria” non convince «Qui abbiamo già troppi disagi»
Gli abitanti di Livorno nord e Stagno protestano per i cattivi odori e i forti rumori «Le istituzioni non ci difendono, ora il rischio è dover abbandonare le nostre case»
COLLESALVETTI. Forti rumori e boati che vengono avvertiti soprattutto durante la notte, cattivi odori che “sanno” di idrocarburo o di zolfo. E poi anche strati anomali di polvere nera che si depositano sulle automobili, sui davanzali delle finestre. Questi sono i disagi che avvertono gli abitanti di Livorno nord, di Stagno e Calambrone con il sospetto che tutti questi fenomeni siano dovuti alle lavorazioni negli impianti petrolchimici. E dunque, da qui la lotta contro il nuovo impianto di Eni, la “bioraffineria” che dovrebbe riciclare le materie plastiche prodotte dai comuni del Fiorentino (ma di cui ancora non si conoscono le caratteristiche esatte).
Nei giorni scorsi il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, aveva dichiarato che “Livorno non diventerà mai la discarica di Firenze” . E ora, dagli abitanti delle zone interessate emerge forte la convinzione per “non far passare un progetto che provocherà un impatto ancora più consistente nelle zone in cui abitiamo”. Dalle famiglie che abitano da decenni in questi quartieri è diffuso un sentimento di rassegnazione perché «le istituzioni non ci hanno difeso e se passerà ancora un altro impianto saremo costretti a lasciare le nostre abitazioni».
«Durante la notte - racconta Franco Martinelli che abita a Stagno dal 1972 - continuiamo a sentire forti rumori e boati. Talvolta anche formazioni di vapore acqueo. Sulle nostre auto ma anche nelle pavimentazioni esterne vediamo strati di polvere scura. Tutti questi fenomeni vengono registrati soprattutto nel centro di Stagno, meno al Villaggio Emilio perché è più in alto». «E, camminando o andando in bicicletta - continua - molti di noi accusano anche mal di gola».
«Alcune sere il cattivo odore è tale - va avanti Franco Terranova di Calambrone - che non possiamo aprire le finestre. Dal viadotto dei Navicelli si vedono anche più di una colonna di fumo di colore bianco».
«All’inizio degli anni Settanta - aggiunge Ivana Passioni che abita a Livorno nord - come famiglia abbiamo fatto tanti sacrifici per acquistare una casa. Ora non vale più niente perché negli ultimi anni gli immobili in questa parte della città hanno perso valore». E poi la preoccupazioni per gli effetti dell’inquinamento: «Anche noi abbiamo diritto a essere tutelati perché la salute è un bene prezioso».
«Il nostro quartiere è inquinato - aggiunge Anna Talamo - e offre poco a chi ci vive. Non abbiamo un centro anziani, c’è un piccolo spazio verde ma in brutte condizioni e senza neppure il cancello».
Da qui la protesta in coro:«Faremo di tutto per non accettare la “bioraffineria”, in questa zona non può esserci collocato più alcun tipo di impianto , al contrario bisognerebbe bonificare tutta la zona come previsto dalla legge». —
Lucia Aterini
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