Il Tirreno

Livorno

Sicurezza in porto, controlli degli 007 per prevenire gli incidenti sul lavoro

Nicolò Cecioni
Sicurezza in porto, controlli degli 007 per prevenire gli incidenti sul lavoro

Al convegno sulla portualità il governatore Enrico Rossi annuncia: «Nel 2020 programmate 730 verifiche in mare e a terra»

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LIVORNO. Almeno tre sopralluoghi al giorno per tutto il 2020 nel porto di Livorno per garantire la sicurezza dei lavoratori e il rispetto delle norme ambientali. È quanto emerso dal convegno “Progetto speciale sulla sicurezza nel Porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale – Azioni mirate per il miglioramento della sicurezza dei lavoratori e la tutela ambientale” che si è svolto al Cisternino di Città.

Sicurezza in porto, emissioni dei fumi delle navi, maggior integrazione tra porto, città e Toscana e una pianificazione energetica ambientale che coinvolga gli addetti ai lavori del settore. Con un occhio rivolto verso la Darsena Europa, vero volano della ripresa. Tra gli ospiti l’ammiraglio della Capitaneria Giuseppe Tarzia, il direttore dell’Arpat Marcello Mossa Verre, il direttore regionale dei vigili del fuoco Giuseppe Romano e il direttore dell’ispettorato interregionale del Lavoro Orazio Parisi. Un convegno che si è chiuso con una conferenza stampa del presidente della Regione Enrico Rossi, del sindaco Luca Salvetti e dall’assessora con delega al porto Barbara Bonciani.

«Oltre al lavoro che dev’essere incrementato – ha detto Salvetti – questa amministrazione è interessata alla qualità del lavoro. Questo incontro è avvenuto poco più tardi dell’ennesimo incidente, un fenomeno che non possiamo più tollerare. La nostra Costituzione è chiara e noi vogliamo rispettare l’ambiente e la salute dei lavoratori e dei livornesi». Per questo, poi, il governatore ha annunciato che nel 2020 verranno pianificati 730 sopralluoghi in porto. I controlli si svolgeranno nelle aziende, sulle banchine e sulle navi che operano nell’area portuale con lo scopo di migliorare sicurezza e qualità dell’ambiente di lavoro. Nello specifico si tratta di ispezioni, sopralluoghi, controlli, verifiche a bordo, a terra e sulle banchine, svolti da un pool formato dalla Regione, dai comuni di Livorno e Collesalvetti, dalla Asl, dall’Ispettorato del lavoro, dall’Arpat, la Capitaneria, Vigili del Fuoco, Inail e Autorità portuale, con la collaborazione della Scuola Sant’Anna di Pisa. Ed è proprio sulla sicurezza che si è voluto soffermare Rossi.

«È chiaro – ha detto – che i controlli da soli non possano bastare per ridurre gli incidenti, ma siamo certi che grazie a questo aumento dei sopralluoghi, il lavoro nel porto di Livorno sarà più sicuro. Occorre far dialogare tra loro le diverse competenze perché il livello di sicurezza si alzi. Puntare sulle nuove tecnologie e sulla formazione dei lavoratori è fondamentale per migliorare la qualità del lavoro e diminuire l’impatto ambientale. Purtroppo la precarietà è la prima causa della poca sicurezza, serve un lavoro a 360 gradi». Particolare attenzione alle operazioni di fumigazioni antiparassitarie delle merci e ai lavori che prevedono l’uso di fiamme. A proposito di fumo, l’assessora Bonciani ha poi spiegato il progetto Livorno Blue Agreement. «Uno degli aspetti della sicurezza dei lavoratori – ha detto – è legato all’emissione dei fumi delle navi. Per questo, come amministrazione, abbiamo iniziato un lavoro per mitigare gli effetti dei fumi delle navi. In particolare è stato importante siglare insieme alla Capitaneria e alle compagnie che fanno scalo a Livorno un accordo volontario chiamato Livorno Blue Agreement che prevede una serie di buone prassi di manutenzione dei motori che incide sulla minore emissione in banchina».
 

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