Il Tirreno

Livorno

il caso 

Ricorso al Tar dei Cinque Stelle «Il bilancio 2020 va annullato»

Giulio Corsi
Ricorso al Tar dei Cinque Stelle «Il bilancio 2020 va annullato»

I grillini: «Tempi non rispettati, i consiglieri non hanno potuto analizzare i conti» Salvetti: «Una cattiveria contro la città, vogliono rallentare opere e pagamenti»

4 MINUTI DI LETTURA







«Si è impedito la partecipazione democratica ai lavori del consiglio comunale». Con questa accusa Francesca Martini, ex assessore al lavoro della giunta Nogarin, nelle vesti di avvocato ha presentato 21 pagine di ricorso al Tar a nome dei tre consiglieri del Movimento 5 Stelle, Stella Sorgente, Luca Vecce e Lucia Grassi, che chiedono l’annullamento dell’atto di convocazione del consiglio comunale del 23 dicembre 2019 e delle delibere che in esso furono approvate, vale a dire il bilancio 2020 del Comune e il Dup, il documento unico di programmazione.

Dura la replica del sindaco Luca Salvetti: «Naturalmente i tecnici, l'avvocatura e il segretario generale dovranno leggere gli atti, ma si tratta di una contestazione su elementi che gli stessi consiglieri 5 Stelle definiscono formali e non sostanziali e questo dice chiaramente una cosa: siamo davanti a una cattiveria verso la città, un tentativo di bloccare Livorno».

IL RICORSO

Già al termine della seduta del 23 dicembre - nella quale i 5 Stelle, come Fdi e Lega non parteciparono alla votazione - le consigliere grilline Grassi e Sorgente avevano evidenziato come gli emendamenti presentati dal M5s fossero stati bocciati quando «il parere del revisore dei conti non ci è stato consegnato nei termini dei 15 giorni previsti», annunciando ricorso. Due mesi dopo l’atto è stato presentato al Tar. Che cosa dice?

In sintesi accusa l’amministrazione di non aver rispettato i tempi della convocazione del consiglio comunale, non permettendo ai consiglieri lo studio del bilancio. «Le tempistiche procedimentali sono rigidamente scandite dalla normativa - evidenzia la Martini -. Il regolamento del Comune prevede che la deliberazione di giunta che approva il Dup venga trasmessa all’organo di revisione per l’espressione del relativo parere che deve essere formulato entro 15 giorni dalla ricezione dell’atto. Tale parere deve essere messo a disposizione di tutti i consiglieri comunali almeno 15 giorni prima dell’approvazione da parte del Consiglio. Dunque lo schema di Dup approvato dalla giunta il 14 novembre doveva essere messo a disposizione dei consiglieri col relativo parere almeno 15 giorni prima della data di approvazione. In realtà il Dup impugnato, approvato dalla giunta il 14 novembre, viene corredato di un primo parere incompleto e recante dicitura “verbale 9 dicembre” solo in sede di commissione bilancio riunitasi il 17 dicembre e consegnato a mano solo ai presenti».

Sorgente, Vecce e Grassi sostengono che altre due versioni di pareri del collegio sono state poi prodotte.

«Questo ha ingenerato nei consiglieri una completa incertezza data dell’evidente contrasto di tutti i pareri. Alla confusione data dalle diverse versioni va aggiunto che il parere sullo schema di bilancio venne inviato ai consiglieri il 18 dicembre. I consiglieri, dal momento in cui il Dup è stato messo loro a disposizione il 19 novembre fino alla approvazione del 23 dicembre non hanno mai avuto nessun documento utile a spiegargli se sussisteva il necessario raccordo fra gli aspetti descrittivi delle politiche e dei relativi obiettivi, contenuti nel Dup, e gli aspetti quantitativi contenuti nello schema di bilancio - sostiene Martini -. Nonostante questa grave lacuna il 17 dicembre veniva convocato il consiglio comunale per il 23, impedendo la partecipazione democratica ai lavori del consiglio. La tempistica ha eliminato del tutto la possibilità di qualsivoglia analisi o controllo consapevole sui documenti prodotti e la possibilità di proporre emendamenti».

LA REPLICA

Luca Salvetti non usa perifrasi: «Siamo davanti a una cattiveria verso Livorno e i livornesi», dice. Perché? «L’approvazione del bilancio entro il 2019 ci ha permesso fin dal primo gennaio di lavorare per la città e avviare tutti i progetti e i bandi, avere a disposizione risorse per i pagamenti - sottolinea il sindaco -. Questo ricorso rappresenta solo il tentativo di bloccare una situazione che i 5 stelle non sono mai riusciti a creare negli anni precedenti. È una ripicca, che può ledere gli interessi della città».

Salvetti non entra nel merito: «Saranno gli uffici a studiare le carte - dice -. Evidenzio però che la consigliera Sorgente, che è presidente della commissione bilancio, in tutte le commissioni fatte sull’argomento non ha mai obiettato niente, si è espressa anzi talvolta con pareri lusinghieri su come era stato impostato il bilancio. Credo che si dovrebbe dimettere da presidente della commissione: prima porta avanti il bilancio nella sua commissione, lo discute, poi dopo che lo abbiamo approvato nei tempi giusti, presenta ricorso».

E se il Tar desse ragione ai 5 Stelle? «Gli uffici mi dicono che sarebbe una decisione piuttosto “particolare” - risponde Salvetti -. Se così fosse, si dovrebbe rivotare il bilancio, ma a rimetterci sarebbe la città: il Comune sarebbe costretto a lavorare in dodicesimi, con la prima conseguenza di un rallentamento dei pagamenti». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web