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Due colpi di pistola nel traffico per fermare i ladri: è caccia alla Bmw in fuga dopo i furti
Livorno, folle inseguimento dopo le due case svaligiate. Il questore: «L’agente ha sparato perché stava per essere investito»
LIVORNO. Avevano appena svaligiato due appartamenti e speronato una volante della polizia. Quando nel folle inseguimento per le strade della città – raggiunto l’angolo fra via Temistocle Guerrazzi e via Ebrei Vittime del Nazismo – hanno cercato di investire un agente delle Unità operative di primo intervento, che ha risposto sparando due colpi di pistola contro le ruote dell’auto, una Bmw scura con tre o quattro persone a bordo. Mancandola, visto che i ladri hanno poi proseguito la fuga sparendo sull’Aurelia, verso Pisa.
Si sono vissuti momenti di terrore nel quartiere Fabbricotti attorno alle 19.30 di giovedì 13 febbraio, teatro di una vera e propria sparatoria. «Ero a quattro metri di distanza – racconta un testimone, Andrea Mazzoni – e ho visto il poliziotto esplodere i colpi fra la gente. Era in divisa, col giubbotto antiproiettile, appena sceso da una Landrover. Ho avuto paura di essere colpito». L’agente ha sparato per difendersi, visto che stava per essere investito, un po’ come accaduto durante un inseguimento da Antignano a Stagno nel 2016 quando un altro agente, un capo pattuglia delle volanti, vedendo arrivare tre banditi nella sua direzione, evitando di essere travolto, ha sparato un colpo per aria. Era notte: i tre, nomadi, poi furono arrestati. In questo caso, invece, la pattuglia delle Uopi si trovava lì perché era in contatto con i colleghi che stavano inseguendo la Bmw. L’aspettavano all’incrocio, speranzosi di poterla fermare.
«Queste persone hanno tentato di investire un poliziotto», ricostruisce il questore Lorenzo Suraci. «Lui, per difendersi, si è spostato evitando di essere investito e ha sparato alle gomme dell’auto. Sono cose che possono accadere». In quel momento, secondo alcuni testimoni, là davanti a un salone di parrucchieri c’erano una decina di passanti. Nessuno, per fortuna, è rimasto ferito. «Ero con mia figlia – spiega ancora Mazzoni – e dopo ho detto all’agente: “Scusi, cosa sta succedendo?”. E lui: “Vada dentro…”. Poi un suo collega ha raccolto un bossolo».
Gli agenti delle Unità operative di primo intervento fanno parte del Reparto prevenzione crimine di Firenze, ma sono di stanza a Livorno. I due colpi di pistola non hanno provocato alcun ferito, al contrario della condotta dei tre o quattro ladri che, dopo aver speronato la volante, hanno fatto cadere una ragazzina da uno scooter fermo al semaforo di viale Mameli (si è spaventata e per evitare di essere travolta si è buttata a terra) e poi, dopo aver seminato il panico fra via Campania e altre strade di Coteto, hanno centrato in pieno un’auto sulla Variante, in direzione nord, distruggendone la parte posteriore. Poi sono spariti sull’Aurelia, verso Pisa, probabilmente dopo aver fatto un’inversione a U davanti al casello dell’autostrada.
Prima, invece, da un appartamento di via Ottaviano Targioni Tozzetti avrebbero rubato 2.500 euro in contanti, tre Rolex, un Cartier e un brillante. Sempre nella stessa zona, poco più tardi, sono stati sorpresi da alcuni abitanti di un appartamento di via Puntoni mentre erano ancora all’interno e stavano per smurare la cassaforte. Per sfuggire, visto che la porta di ingresso era bloccata e gli inquilini stavano gridando da fuori, si sono buttati dalla finestra dopo aver rubato qualche gioiello. Forse zoppicanti, sono stati recuperati dalla Bmw, al volante della quale c’era un complice-pilota che sapeva guidare benissimo e in modo spericolato, fuggendo per le vie della città.
Poi l’incrocio con la volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, speronata. Con gli agenti che per fortuna stanno bene. Le indagini proseguono: si sta cercando di capire chi siano i malviventi. Con ogni probabilità non sono livornesi: potrebbero essere nomadi legati al campo rom di Coltano, nel Pisano. È una delle ipotesi investigative della Squadra mobile, diretta dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi. Per ora non è ancora chiaro il modello della Bmw, né se sia stata rubata come è probabile. La targa non è stata vista da nessuno, ma forse le telecamere comunali potrebbero averla ripresa nella fuga.
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