Il Tirreno

Livorno

«Venti minuti per percorrere meno di tre chilometri e nessun cartello di avviso»

Anna Cecchini
«Venti minuti per percorrere meno di tre chilometri e nessun cartello di avviso»

Il racconto del percorso a rilento tra castel Sonnino e Calafuria «Ho temuto un incidente e invece era un semaforo» 

2 MINUTI DI LETTURA





IL RACCO NTO

LIVORNO. Venti minuti per percorrere 2,7 chilometri lungo la via Aurelia, ossia quelli che intercorrono fra castel Sonnino e il ponte di Calafuria. Con il timore che quella coda fosse causata da un grave incidente stradale. Talmente grave da tenere pressoché bloccate le auto in direzione di Livorno. Per poi scoprire invece che il traffico a singhiozzo era da addebitare al semaforo, con senso unico alternato, sistemato per consentire i lavori all’interno del cantiere per il risanamento del ponte di Calafuria. È successo ieri mattina, quando alle 10,05 sono partita da Castiglioncello in direzione di Livorno. Un percorso martoriato dai cantieri quello per arrivare nel capoluogo, visto che ormai da mesi già immediatamente a nord di Quercianella il traffico va a rilento a causa dei pioli sistemati tra le due carreggiate per impedire i sorpassi. Un provvedimento legato alla frana sulla sp 9 - la strada che dalla via Aurelia conduce a Castellaccio, che di certo garantisce maggiore sicurezza agli automobilisti ma allo stesso tempo rallenta non poco i tempi di percorrenza fra Quercianella e Livorno. Tant’è.

Ieri mattina, dopo aver superato il bivio con la sp 9 ho sperato che, come al solito, il traffico tornasse ad essere scorrevole. Così non è stato, visto che già all’altezza di castel Sonnino davanti a me ho visto una colonna di auto ferme. Ho rallentato, ho premuto il tasto per avviare le quattro frecce, e poi anche io mi sono fermata. Senza capire perché, dato che al mio fianco non sono sfrecciate ambulanze né sentivo il rumore delle sirene. Intanto lungo la corsia opposta, in direzione sud, le auto arrivavano a ondate. Dopo tre-quattro minuti siamo ripartiti, ma era un falso allarme. Dato che percorsi poco più di duecento metri la colonna di auto davanti a me si è nuovamente fermata. Così per almeno quattro volte, fino a quando, all’altezza del Sassoscritto ho potuto aguzzare lo sguardo sul rettilineo che avevo davanti. E ho capito che a bloccare il transito delle auto non doveva essere - per fortuna- un incidente. Ma un cantiere, quello sul ponte di Calafuria. Così ho visto il semaforo che faceva transitare le auto a senso alternato, e sono rimasta incredula. Anche perché ai lati della strada non erano stati sistemati cartelli che avvisavano del senso alternato, se non proprio a ridosso del cantiere. Ho pazientemente atteso che altri tre semafori verdi permettessero alle auto davanti a me di scorrere e poi ho superato il cantiere. Fatto sta che per percorrere la strada da castel Sonnino a Calafuria ci ho messo venti minuti. Un po’ troppo per essere la strada più transitata della costa. —

Anna Cecchini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web