Il Tirreno

Livorno

il restauro 

Torna a splendere la seicentesca chiesa di S. Giovani Battista

Roberto Riu

I lavori di ripristino facciata e dei portali marmorei sono costati 163 mila euro finanziati dal fondo edifici di culto

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E' tornata al primitivo splendore la seicentesca chiesa di San Giovanni Battista, uno degli edifici sacri più antichi di Livorno, al termine dei lavori di restauro delle due facciate, quella principale sulla via Carraia e l'altra sulla via San Giovanni (già via Maestra in epoca medievale), iniziati alla fine di maggio del 2019 dopo che entrambi i prospetti erano rimasti transennati per un paio d'anni in seguito alla caduta di frammenti d'intonaco. L'intervento ha riguardato perciò il ripristino delle pareti esterne con il rifacimento degli intonaci e la loro ripitturazione nei due toni di ocra, oltre alla ripulitura dei portali marmorei che racchiudono l'ingresso principale e quello laterale.

Eseguito sotto l'egida della Soprintendenza il restauro era stato commissionato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un importo preventivato di circa 163.000 Euro e finanziato attraverso il Fec (Fondo edifici di culto) istituito presso il Ministero dell'Interno: nel 1867 la chiesa di San Giovanni Battista è stata infatti incamerata nel patrimonio dello Stato, così come oltre settecente edifici religiosi sparsi nel territorio nazionale (dalla chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma alla basilica di Santa Maria Novella a Firenze).

Innalzata nel 1624 dai Padri Agostiniani (provenienti da San Jacopo) sull'area di un pre-esistente oratorio medievale, la chiesa, in stile barocco, è stata disegnata da Giovanni Francesco Cantagallina al quale dobbiamo anche la chiesa di San Sebastiano ed il Lazzaretto di San Jacopo.

Da tempo non più sede parrocchiale la chiesa è stata affidata alcuni anni fa alla Comunità di Sant'Egidio che la mantiene tuttora vitale, unitamente all'annesso ex-convento agostiniano, con la preghiera serale quotidiana (ore 19,30) e la Messa domenicale (ore 10,30), oltre a varie altre attività come la Giornata cittadina della Pace organizzata ogni anno in ricordo del primo devastante bombardamento di Livorno (28 maggio 1943) ed all'ormai tradizionale pranzo solidale natalizio destinato alle persone bisognose mettendo a tavola centinaia di commensali (più di settecento lo scorso Natale). —

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