Il Tirreno

Livorno

pinacoteca comunale 

Domani il convegno su Charles Doudelet e Benvenuto Benvenuti

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COLLESALVETTI. Prosegue domani alle ore 17, presso la Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (via Umberto I, n. 63) il calendario culturale “Italia-Belgio 1900. La rivelazione dell’ignoto”, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli, in occasione della mostra “L’incanto di Medusa. Charles Doudelet, il più geniale interprete di Maeterlinck tra il Belgio e la Toscana” (fino al 12 marzo 2020, tutti i giovedì, ore 15.30-18,30).

A scandire l’intera durata della mostra le sette puntate messe in campo per illustrare gli orizzonti europei del variegato universo creativo di Charles Doudelet verteranno sulle problematiche del rapporto culturale tra l’Italia e il Belgio all’alba del XXI secolo, laddove artisti del calibro di Félicien Rops, James Ensor e Fernand Khnopff sbancheranno letteralmente sui palcoscenici delle più prestigiose esposizioni italiane, provocando una vera e propria epidemia artistica, fino ad essere battezzati da Vittorio Pica quali “campioni di un intelligente e raffinato cosmopolitismo”.

In occasione della 3° Puntata si terrà la conferenza dal titolo Charles Doudelet e Benvenuto Benvenuti: un sodalizio tra Gand e Antignano, curata da Giuseppe Argentieri, consigliere della Fondazione Livorno Arte e Cultura, nonché membro del Comitato Scientifico della mostra. Una occasione privilegiata per verificare i tortuosi e per così dire miracolosi destini che legarono il belga Charles Doudelet al livornese Benvenuto Benvenuti, sfociati in una raffinata pubblicazione stampata nel 1923 a cura delle Arti Grafiche S. Belforte & C. di Livorno, che altro non è che una sorta di profilo storico-critico dedicato a quest’ultimo, pronunciato nei termini di una dichiarazione di estetica misteriosofica, che ad oggi costituisce l’unico testo monografico di registro internazionale intitolato a un protagonista del Novecento Labronico.

La conclusione riguarda proprio quella capacità di Benvenuti di adottare “un leggero tremolio di luce nelle ombre e dappertutto”, quasi si trattasse di un arpeggio, che giustifica la definizione dell’opera del Livornese nei termini di “un canto mistico”.

Ai visitatori sarà distribuita una copia omaggio del volume “Benvenuto Benvenuti: parole in libertà”, a cura di Giuseppe Argentieri



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