Italia
Fortezza Vecchia, l’ultima speranza contro la chiusura è la gestione-ponte
In programma c'è un incontro con l’agenzia del Demanio. Già raccolte 650 firme per difendere il monumento
LIVORNO. Si lavora contro il tempo. L’obiettivo è quello di non chiudere i varchi alla Fortezza Vecchia che, dal primo marzo, tornerà in mano al Demanio se non si troveranno soluzioni . Mentre la petizione presentata dai lavoratori - una ventina tra custodi, operai, baristi, giardinieri - raccoglie oggi 650 firme, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale che ha in gestione il complesso costruito a difesa del vecchio porto, ha “allargato” la partita oltre i confini di Palazzo Rosciano.
Nel mirino dei revisori dei conti dell’ente sono finite alcune spese sostenute per l’organizzazione di eventi all’interno della Fortezza Vecchia. Spese ritenute non in linea con le finalità dell’autorità portuale. Che d’altro canto ha risposto agli appunti facendo notare che la stessa Autorità, negli anni, ha sostenuto interventi analoghi anche per altre manifestazioni, come Effetto Venezia, senza che si fosse mai mosso un ciglio. Ma stavolta è diverso. L’impressione, infatti, è che i rilievi dei contabili e quello, più specifico, del Ministero delle Infrastrutture, non diano grandi margini di manovra all’Autorità. Che pure in questi 7 anni, ha investito risorse consistenti sulla fortezza: dalla sistemazione della Palazzina di Francesco I, sul bastione della Canaviglia, al recupero di una parte del Palazzo di Cosimo I, dalla sala della Cisterna (che in passato ha ospitato la mostra delle false teste di Modì) e la sala del Piaggione dei Grani, al recupero della galleria nord.
E lo ha fatto anche in considerazione che questo bene può rappresentare anche un’opportunità per valorizzare l’immagine della città portuale. Oggi l’Autorità Portuale è disposta a tutto per tenere aperta la fortezza ma vuole assolutamente evitare forzature e un rischioso braccio di ferro col Ministero delle Infrastrutture.La soluzione più probabile, per scongiurare che dal primo marzo il fortilizio diventi inaccessibile a cittadini e turisti, è quella di una “gestione ponte”. Una proroga in cui anche la Regione ed il Comune di Livorno giocheranno (o dovrebbero giocare) un ruolo diverso e più incisivo.
Come? Forse mettendo a bilancio risorse per organizzare quegli eventi fino ad oggi pagati da Palazzo Rosciano? E’ tutto da vedere. Molto dipenderà dall’esito dell’incontro programmato per mercoledì 12 febbraio in cui gli enti protagonisti della partita-Fortezza Vecchia si vedranno con l’Agenzia del Demanio, proprietaria del complesso storico. Un tavolo al quale finora manca la voce della Camera di Commercio che pure è proprietaria dei sotterranei. La nota di venerdì scorso, diffusa dalla Regione Toscana, in cui si parlava di un progetto “condiviso” fra enti (Comune, Autorità di Sistema e Regione, appunto) non chiariva infatti che tipo di accordo si sarebbe stipulato, peraltro in tempi così brevi, per tenere aperto il fortilizio. La sensazione è che il progetto abbia tempi di realizzazione più lunghi.
Mentre la strada per il passaggio di proprietà del complesso a Regione e Comune - già avviata nel 2014 come ricordava sul nostro giornale l’ex assessore alla Cultura Mario Tredici, ma mai conclusa - sembra estremamente lunga e complessa. Ed arriva in pieno clima pre-elettorale con le regionali alle porte. Difficile che questa giunta “in uscita” possa chiudere una partita così complessa in pochi mesi anche ammesso che si voglia recuperare quel dossier di 6 anni fa in cui si fissava il passaggio di mano della Fortezza Vecchia dietro all’esecuzione di un progetto di valorizzazione del bene che avrebbe visto investimenti per circa 18 milioni. La parola d’ordine che trapela è quella della “gestione-ponte” che vuol dire tutto e nulla. L’incontro di domani con l’Agenzia del Demanio potrà chiarire se ci sono i margini per ripartire con una nuova concessione. E in che termini.
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