Il Tirreno

Livorno

a un mese dall’inaugurazione 

“La cuccia nel bosco” è più di un canile

Flavio Lombardi
“La cuccia nel bosco” è più di un canile

La struttura comunale con i progetti pensati per le scuole insegnando ai bambini un corretto rapporto con l’animale 

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Oggi, è un mese esatto dal giorno in cui “la cuccia nel bosco” è stato inaugurato alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della sua vice, Monica Mannucci, che più di tutti ha dato la spinta per abbattere le ultime barriere burocratiche di un sito modello di cui si parlava da vent’anni ma che restava ancora una chimera. E’ il bel canile comunale di Vallinbuio, con 80 posti (70 a rifugio e 10 per sanitario) ma che in questi primi tempi raccoglie dieci esemplari per volta, tutti quelli cioè ritenuti già in grado di essere accolti da una famiglia e che non abbiano problemi relazionali. Un primo step, sfruttando per il momentoi le convenzioni con i canili privati già in essere, ma destinato ad essere l’unico punto di riferimento in cui un cittadino che voglia ricevere e donare affetto da un animale, possa andare.

Intanto, partiamo da qualche dato: i primi del 2018 c’erano 82 cani in attesa di sistemazione, al 31 dicembre 201dello stesso anno erano 78 ed oggi siamo scesi ulteriormente a 60. E’ solo l’inizio di una politica che vuole avere un unico punto di riferimento, dove una persona possa andare tutti i giorni, praticamente senza limiti di orari e cercare un “peloso” adatto a lui. Anche i 4 euro di stallo quotidiano ad esemplare riconosciuti per convenzione ai privati, saranno così risparmiati. «Se il cittadino sa di poter venire a colpo sicuro - dice la dirigente della Polizia Municipale Michela Pedini - senza dover prima telefonare, difficilmente viene qui e torna a casa a mani vuote. Entro breve, ogni cane di Livorno sarà qui e libero di trovare una adeguata sistemazione». Guai presentarsi al canile chiedendo lo stallo. Una formula che specialmente al sud viene usata per fini di lucro. «Qui, si viene per l’affido che poi automaticamente, se tutto va bene, si trasforma in adozione dopo 60 giorni» dice Annamaria Barini dell’ufficio tutela animali. Dieci cani per volta ad ora, come all’asilo, individuando nel frattempo quelli che hanno bisogno di una rieducazione prima di entrare a contatto con l’esser e umano.

Non solo canile, ma un punto in cui si può imparare a relazionarsi con gli animali. Vale per i grandi e per i piccini. Dal 10 aprile e fino al 10 giugno, formazione e attività di laboratorio in orario scolastico. Quindici le classi di scuole elementari della città che hanno già aderito per una lezione frontale tenuta dalla veterinaria Cecilia De Grandis e le associazioni Ata Pc e Ampana, nel pratone e nella quale si spiegano le fasi evolutive del cane, le abitudini e le regole da osservare anche pe r il padrone.

Ma parlare solo di questo sarebbe riduttivo. Perché il canile comunale svolge anche funzione sociale. Come nel caso di alcuni giornoi fa, moglie e marito anziani ricoverati entrambi in ospedale e impossibilitati a prendersi cura del loro cane. Che per questo periodo sarà accudito dal personale di Vallinbuio e restituito felice e nutrito, non appena i suoi padroni staranno meglio. —

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