Il Tirreno

Livorno

A colloquio 

I club: «Ci fidiamo di Salvetti, ma servono delle garanzie per chiudere l’operazione»

Nicolò Cecioni
I club: «Ci fidiamo di Salvetti, ma servono delle garanzie per chiudere l’operazione»

Il sindaco: «Giusto aggiornare gli sportivi, ora le parti devono lavorare in serenità». I tifosi: «Bene ma restiamo cauti»

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I tifosi chiamano, il sindaco risponde. Dopo un paio di giorni vissuti al cardiopalma tra l'entusiasmo di una cessione che sembrava impossibile fino a una settimana fa e la curiosità di scoprire chi sia Majd Yousif, nel primo pomeriggio di ieri alcuni rappresentanti dei Club Amaranto hanno incontrato Luca Salvetti.

Un appuntamento fissato alle 14 in Comune con l'intento di ricevere garanzie e conoscere, direttamente dalla bocca del primo cittadino, tutti i dettagli di questo momento così complicato. Un momento storico, visto che Aldo Spinelli è in sella alla società da 21 anni, in cui può succedere un po' di tutto e che perciò dev'essere affrontato con la massima cautela. Per questo motivo, prima, durante e dopo l'incontro nessuno si è voluto lasciare andare a troppi commenti né da una parte né dell'altra.

«Sono qui per aggiornare i tifosi su quello che sta succedendo – ha ripetuto il sindaco prima di entrare nella stanza –, il Livorno calcio è una parte importante di questa città ed è giusto approcciarsi a questo momento con la massima serietà. Ma ora è giusto che io mantenga il mio ruolo senza espormi troppo, lasciando lavorare le due parti in serenità». Poi Salvetti ha chiuso la porta ed è stato a parlare con i rappresentanti dei club per poco più di un quarto d'ora. Lì dentro il sindaco ha confermato quello che già è noto, ovvero che per comprare una società di calcio serve tempo e che Majd Yousif è una persona affidabile che è realmente interessata a investire a Livorno. Il primo cittadino, poi, ha lasciato intendere ai tifosi che qualora Spinelli dovesse fare un passo indietro e annullare la trattativa, lui non si impegnerebbe più per cercare nuovi acquirenti e fare da intermediario per la cessione della società. Rinnovata la fiducia nell'affare e ringraziato Salvetti per l'impegno, una volta finita la riunione i tifosi sono usciti dal ventre di Palazzo Civico alla spicciolata. Il primo a venire via è stato Corrado Nastasio, storico presidente del Club Amaranto Il Porto. In realtà, la sua espressione era tutt'altro che rilassata ed è per questo che è voluto venire via subito. Molto più sereno, invece, Nedo Di Batte, del Campanile.

«Adesso speriamo che i giocatori risentano di questa nuova ventata di ottimismo e a Udine scendano in campo con la testa libera per portare a casa un buon risultato. Sarebbe importante sotto tutti i punti di vista». Poi sono sbucati anche tutti gli altri, da Ivano Falcini a Curzio Galatolo, fino a Enrico Fernandez Africano. Ed è stato proprio il presidente del Club Amaranto Magnozzi ad aver espresso qualche perplessità sulla situazione. «Più che perplesso - ha spiegato - sono stupito. Per comprare un appartamento è necessario presentarsi con qualcuno che faccia da garante: una banca o un fideiussore che certifichi che i soldi ci sono. Sicuramente Majd Yousif è una persona per bene che si è innamorata della città e che ha un progetto serio fondato su solide basi. Questo ce lo ha confermato oggi Luca Salvetti e di lui mi fido ciecamente perché ha fatto tantissimo per arrivare a questo punto. Ma per adesso questo imprenditore libanese non lo conosciamo e dunque rimaniamo cauti, consapevoli di essere di fronte a un presidente come Spinelli che di sicuro vuole vederci chiaro e non vuole vendere al primo che passa». —

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di Redazione web