Il Tirreno

Livorno

Dopo tante delusioni, ci riprova Breda È l’ultimo tentativo di dare una scossa

Fabrizio Pucci
Dopo tante delusioni, ci riprova Breda È l’ultimo tentativo di dare una scossa

Contro il Pordenone (si gioca a Udine) chance per Ferrari e si pensa anche ad Awua, lasciati a casa Mazzeo e Viviani

3 MINUTI DI LETTURA







Se c’è un aspetto positivo nella trattativa tra Cs Group e Spinelli – a prescindere dal suo epilogo ancora ignoto - è quello di aver risvegliato le coscienze amaranto. Avete notato? In questi giorni per le strade della città, nei bar, nei ritrovi della ‘movida’ si parla quasi esclusivamente del Livorno.

Bene, perché è stato squarciato quel pietoso velo di indifferenza che si era pericolosamente adagiato su quella landa desolata che fino a mercoledì era il pianeta amaranto. Ad essere residuale in questi giorni è il campo. D'altronde la stagione è pressoché andata, la retrocessione quasi certa e l'attenzione della gente è tutta concentrata sulle questioni societarie.

MENTE SGOMBRA

Livorno, si sa, è la città dei paradossi. E il calcio non si sottrae a questa regola non scritta. Il tifoso medio - spinelliano o anti-presidente - ha la testa piena di pensieri, timori, speranze a seconda del versante da cui si guardi la prospettiva amaranto. La squadra invece tutto sommato è serena. Ormai infatti oltre che la dignità c'è poco altro da perdere. Tredici punti in classifica, la salvezza diretta lontana quattordici lunghezze, il distacco dai playout in doppia cifra sono dati che scolpiscono su pietra la tristezza di questo campionato compromesso.

L'incontro di Genova ha sparigliato il mazzo. La partita con l'Ascoli sembra lontana un secolo, Tramezzani un ex allenatore di chissà quanti anni fa. Per sua fortuna è passato (quasi) inosservato anche il ritorno in panchina di Breda, inviso alla piazza perché ritenuto uno dei corresponsabili di questo scempio per via delle illustri epurazioni estive che portano ancora la sua firma. Ma tant'è. Con il tecnico veneto il gruppo riparte senza pensieri per provare a onorare la maglia e non naufragare nel mare della vergogna.

VITA DURA

Il Livorno non vince da 98 giorni: 2 novembre, 2-1 con la Juve Stabia. In trasferta il successo manca dal primo maggio (3-2 a Verona) e oggi è atteso da rebus complicato. Il Pordenone è un piccolo Cittadella: tradizione calcistica rasoterra, tracce di tifoseria, ma una società modello, un gruppo di giocatori (a cui si è aggiunto otto giorni fa Andrea Gasbarro) che si conosce a menadito. I Ramarri sono una matricola che diverte divertendosi. E anche se ha perso le ultime due partite senza nemmeno segnare, è uno dei peggiori avversari che ci potessero capitare. Poco male, comunque, visto che ormai i buoi già un centinaio di metri fuori dalla stalla. Breda - che spera di dare la controscossa al suo gruppo di cui non fanno più parte d Gasbarro, Gonnelli e il 'suo' Raicevic e di fatto neanche Morganella e Mazzeo (lasciati a casa) con l'inserimento di Rocca tra le linee. Davanti ad Agazzi, Luci e Awua e dietro a Ferrari (è proprio il caso di dire il pole position davanti a Braken) e Marras. L'idea è di giocarsela a specchio con Tesser che qui all'andata perse e se la prese con l'arbitro anziché con i suoi.

Serve un miracolo, ma che nessuno osi baciare il ramarro che tale deve restare e non diventare principe proprio contro di noi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web