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Migranti in aiuto degli anziani un progetto in piazza Garibaldi
LIVORNO. Assistenza casalinga, compagnia e aiuto nella spesa. Così migranti e i richiedenti asilo si impegnano per aiutare i livornesi di piazza Garibaldi. Stiamo parlando del progetto “Riconoscersi solidali”, un servizio organizzato dall'associazione Mezclar22 per le persone sole e che hanno difficoltà a muoversi. «Il quartiere Garibaldi – spiega Veruska Barbini – purtroppo vive una continua contrapposizione tra la comunità straniera e le persone anziane livornesi. Queste due categorie sono le più numerose nella zona e purtroppo per colpa di incomprensioni e isolamento, difficilmente riescono a entrare in contatto. Grazie a questo servizio, invece, daremo a entrambi la possibilità di aprirsi e di conoscere le altre persone, risolvendo reciprocamente i problemi di tutti». I migranti, infatti, potranno portare la spesa a casa delle persone anziane, potranno accompagnarle a fare una passeggiata fuori o semplicemente potranno trascorrere del tempo con loro. «Questo è un progetto di coesione sociale per dimostrare che l'integrazione è la base del vivere quotidiano. Chiaramente prima di affidare una persona anziana, i nostri ragazzi verranno istruiti a dovere sia dal punto di vista linguistico che per quanto riguarda gli incarichi».
Il progetto “Riconoscersi solidali” partirà ad aprile e andrà avanti per tutta l'estate. Nel frattempo verranno organizzati corsi di italiano e corsi di formazione. «I corsi partiranno la prossima settimana». Il servizio è gratuito e ogni operatore, che verrà seguito da un tutor, dovrà gestire due o tre anziani. «Siamo una cooperativa sociale che opera sul territorio – aggiunge Filippo Del Bubba – e lo fa perché crede fermamente nella creazione di una società più giusto e più inclusiva. Per noi fare politica è questo, partendo dal basso e combattendo razzismo e discriminazione nel quotidiano, rimarcando la nostra assoluta contrarietà al decreto sicurezza».
Per informazioni e adesioni è possibile chiamare il numero 347/1144520 oppure rivolgersi al “La Riuso” in via della Pina d'oro 22. —
Nicolò Cecioni
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