LIVORNO. Lo Spi-Cgil quartieri nord di Livorno ha esposto la propria bandiera listata a lutto per omaggiare la memoria dei due ferrovieri morti sul lavoro sul Frecciarossa deragliato in provincia di Lodi - Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, di 59, di Capua ma residente a Pioltello - denunciando altresì che in questo inizio anno i decessi sul lavoro sono già troppi.
L'incidente - due le vittime e 31 i feriti fra l'equipaggio e i passeggeri a bordo - è avvenuto alle 5.34 di giovedì 6 febbraio. Il treno Alta velocità era da poco partito da Milano Centrale (alle 5.10) e si era appena fermato alla stazione di Rogoredo. Doveva arrivare a Salerno, passando da Reggio Emilia Mediopadana, Bologna, Firenze e Roma.
"Poteva essere una carneficina", ha detto il prefetto di Lodi, Marcello Cardona, tra i primi a giungere sul posto. Quando i vigili del fuoco arrivano, a 15 minuti dal deragliamento gli occupanti del treno sono già usciti con le loro gambe, tranne uno, un pulitore, che ha un arto fratturato. "Il treno è deragliato e ci siamo trovati sottosopra, c'è stato un pò di panico, pensavamo che fosse finita" racconta uno dei passeggeri, Alex Nuvoli, 28 anni, uscendo dal pronto soccorso di uno degli ospedali che hanno accolto i feriti. "Siamo stati miracolati", ammette Chiara, 30 anni, psicologa di Milano che era sul treno per una trasferta di lavoro.
In una regione che ancora non ha smaltito il dramma dell'incidente di Pioltello, che due anni fa costò la vita a tre persone, ora si lavora per capire il motivo per cui un treno nuovissimo, una delle eccellenze del trasporto ferroviario italiano, sia potuto uscire dai binari. Il treno è "deragliato all'altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa posizione e così non era", informa il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro. Uno scambio, a meno di un chilometro prima di dove si è arrestato il treno continuando la sua corsa per inerzia, dove erano stati eseguiti lavori di manutenzione nella notte e fermati poco prima, intorno alle 5 del mattino. Sarebbe stato sostituito un 'deviatoio', ovvero un pezzo dello scambio stesso. "L'ipotesi di attentato - aggiunge Chiaro - è assolutamente destituita di ogni fondamento".
Toccherà alla procura di Lodi, che indaga a carico di ignoti "per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose", accertare le responsabilità per un disastro che non colpisce solo il treno deragliato ma le decine di migliaia di persone che ogni giorno viaggiano sull'alta velocità, per un Paese che ha sempre ritenuto il treno, e in particolare quelli dell'alta velocità, un mezzo sicurissimo e sul quale non si può lasciare che aleggi un'ombra. Un concetto che esprimono chiaro il Capo dello Stato Sergio Mattarella nel ricordare "le due nuove vittime sul lavoro", il premier Giuseppe Conte nel "chiedere chiarezza sulla tragedia" così come il governatore lombardo Attilio Fontana, presente sul luogo del disastro, che afferma: "non possiamo lasciare dubbi sull'alta velocità". Dal canto suo il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, andando sul luogo del disastro, assicura piena collaborazione alla Procura, così come fa Fs. Le ferrovie comunque, spiega l'ad Gianfranco Battisti, hanno già avviato una commissione d'inchiesta.