Gioco
«Ah, ma sei quello che vuole il Livorno?»: il risveglio di Majd tra mare, banca e Venezia
La giornata particolare del possibile acquirente della società amaranto: l'hotel Palazzo scelto come seconda casa
LIVORNO. Punta sul feeling, sulla passione, su questa sorta di amore a prima vista per Livorno e il suo lungomare. Per ora il business, i conti e i bilanci passano in secondo piano nell’approccio con la città. In realtà ci sono progetti che riguardano la stessa Share’ngo e idee per la futura Cittadella dello sport intorno allo stadio, ma l’investimento - per Yousif Majd, 50 anni, il medico-imprenditore che sta per rilevare il Livorno - nasce soprattutto dall’interesse per Livorno e dalla passione per il calcio. È nato in Libano, ma vive da sempre in Olanda e ormai si sente olandese, quasi a rivendicare l’orgoglio oranje del calcio totale.
Parla in inglese, Yousif, ma inizia a capire qualche parola di italiano. Jeans, camicia celeste, panciotto e giacca blu di lana, fazzoletto nel taschino con inserti celesti e gialli. Smart sì, ma anche semplice, alla mano durante la nostra visita nella nuova sede della Share’ngo.
IL RISVEGLIO A LIVORNO
Yousif vive a Rotterdam, ma per seguire la Share’ngo viene a Livorno ogni mese: 10-15 giorni all’hotel Palazzo, poi il ritorno in Olanda fino al successivo viaggio di lavoro. Intanto le sue foto sono ovunque: sui giornali, sui siti internet di tutta Italia ma anche di Rotterdam e dintorni, sui profili social di centinaia di tifosi amaranto. Ed è per questo motivo che il risveglio di ieri, dopo il viaggio di mercoledì a Genova con stretta di mano e accordo per rilevare il club, è stato diverso dal solito: l’hanno riconosciuto in banca, al bar a fare colazione, addirittura un passante stava per richiamarlo per un parcheggio ma poi si è accorto chi aveva di fronte, «quello che vuole il Livorno», e l’ha salutato mettendosi sull’attenti per scherzo.
Un entusiasmo contagioso dopo mesi di depressione, dopo mesi di spaccatura fra la società amaranto e la tifoseria. Yousif racconta qualcosina della sua Livorno, ma per il momento preferisce non rilasciare interviste.«Siamo alle prime fasi della trattativa: il nostro staff è al lavoro», si limita a dire durante la nostra visita.
SHARE’NGO IN VENEZIA
Un mese fa la sede della Share’ngo - l’azienda di Yousif che gestisce il car sharing elettrico a Milano, Roma e Firenze - è stata spostata da via dei Pelaghi agli scali Cerere, tra la Venezia e il Pontino, a poche centinaia di metri dal quartiere generale dell’Asa. Si accede da un portone verde: edificio storico, scala ripida e altro portone verde al primo piano.
È da lì che si gestisce e si controlla il mondo del car sharing elettrico: una ventina di dipendenti tra amministrazione, risorse umane, ingegneri e avvocati, uffici con rifiniture eleganti, finestre che si affacciano sulla Dogana d’acqua, schermi collegati con le centinaia di "macchinine gialle" in giro non solo in Italia ma anche in Olanda e Slovenia.
Inizialmente l’idea era quella di trasferire la sede dell’azienda a Milano, ma Yousif si è innamorato dei canali della nostra Venezia e ha deciso di continuare a investire qui, dopo aver rilevato la stessa Sharen’go nei mesi scorsi dal livornese Emiliano Niccolai.
E sugli scali Cerere, in quelle stanze, potrebbe trovare posto anche la sede del Livorno, attualmente in via dell’Indipendenza.
IL PROGETTO OLANDESE
L’obiettivo di Yousif è riportare il Livorno ai massimi livelli nel giro di qualche anno: nel caso in cui dovesse rilevare il Livorno, da ora a giugno - visto che la squadra ha un piede e mezzo in C e visto che non può operare sul mercato - vorrebbe lavorare per riorganizzare la società, razionalizzando certe spese e portando qui un team di professionisti dall’Olanda, professionisti sia a livello manageriale che sportivo.
Di certo non gli mancano le idee e l’entusiasmo. Ma, come detto nelle pagine precedenti, la trattativa è ancora lunga e sicuramente meno avviata di quanto si pensasse mercoledì sera. Ci sono diversi capitoli ancora da scrivere.
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