Il Tirreno

Livorno

il ritardo 

La svolta sarebbe Calafati ma la strada è tutta in salita

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LIVORNO. Quanto continuerà ancora questa crescita di studenti a Cecioni, Iti e Enriques? «L’anno di nascita dei ragazzi che entreranno in prima è l’ultimo di forte natalità, poi inizierà un periodo di decremento demografico», spiega il preside del Cecioni, Andrea Simonetti.

Il calo tuttavia sarà lento e il rischio è che ancora per un po’ di tempo ci si trovi il problema degli spazi che mancano.

La chiave di volta potrebbe essere il famigerato Calafati, in grado di accogliere 300 studenti, che l’anno scorso - dopo essere stato lasciato dal Vespucci - era destinato a diventare succursale dell’Enriques, ma che è stato chiuso in attesa di lavori.

Quando sarà pronto? I tempi sono lunghi. Come ha spiegato domenica sul Tirreno la presidente della Provincia Marida Bessi «l’edificio deve essere messo a norma dal punto di vista antisismico, come gran parte delle scuole italiane, e servono interventi complessivi per 3,3 milioni».

«Stiamo cercando le risorse disponibili per la progettazione definitiva di cui una parte è nel nostro bilancio, 130mila euro di finanziamento Miur, e speriamo di avere novità positive a breve. Il 15 gennaio scadeva un bando del ministero per chiedere finanziamenti per la progettazione. Noi abbiamo partecipato per la ristrutturazione del Calafati, per l’Ipsia di Piombino e per una nuova scuola all’Elba. Entro il 28 febbraio avremo la risposta del Miur. È un passaggio fondamentale, perché col progetto definitivo faremmo un bel balzo in avanti nella graduatoria del ministero che finanzia i lavori alle scuole».

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di Redazione web