Il Tirreno

Livorno

via vittorio veneto 

Chiedono il conto e scappano dal ristorante lasciando da soli i due amici

Stefano Taglione
Una cameriera de "Il Paradosso" impegnata al lavoro
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Una cameriera de "Il Paradosso" impegnata al lavoro

Livorno, i tre clienti in fuga facevano parte di un gruppo di cinque a cena a “Il Paradosso”. La titolare chiama la polizia: «Scelti i piatti più cari, come le linguine all’astice»

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LIVORNO. Hanno ordinato e diviso fra loro alcuni dei piatti più costosi del menu. Antipasto di mare, linguine all’astice; aggiungendo pure tre pizze. Poi, al momento di pagare, in tre sono fuggiti con la scusa di fumare una sigaretta, lasciando da soli gli altri due amici. «Non sappiamo nemmeno come si chiamino, li abbiamo conosciuti oggi sul treno. Siamo vittime come voi». Così si sono giustificati, arrampicandosi sugli specchi, davanti a Mihaela Afrasinei, la titolare del ristorante pizzeria “Il Paradosso” di via Vittorio Veneto, che aveva presentato loro il conto da 100 euro.

Nel locale accanto alla questura, per convincere i due ragazzi a tirare fuori i soldi, mercoledì 5 febbraio sono dovute intervenire le volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli. I giovani, all’incirca ventenni, hanno ripetuto di non conoscere i commensali con cui fino a pochi minuti prima erano a cena («Ridevano e scherzavano, si conoscevano eccome», obietta Afrasinei) e per evitare una denuncia per insolvenza fraudolenta si sono limitati a pagare la loro parte, appena 30 euro.

«Avevano tutti una ventina d’anni, quattro maschi e una femmina piena di tatuaggi – li descrive Afrasinei – e, pur non dandomi una bellissima impressione, erano ben vestiti e non avrei mai pensato che se ne potessero andare senza pagare. Almeno in due, a fatica, i soldi li hanno tirato fuori. La loro è stata una mancanza di rispetto verso me e i miei dipendenti, che li abbiamo fatti mangiare lavorando per ore». Il gruppo di cinque si è presentato a cena attorno alle 20.30 di mercoledì 5 febbraio. Poi, un’ora più tardi, la fuga dei tre con la falsa scusa di voler fumare. Con gli altri che hanno atteso, per la verità non molto volentieri, l’arrivo della polizia. «Hanno provato ad allontanarsi – prosegue Afrasinei – ma hanno fatto pochi metri, perché li ho inseguiti facendoli subito rientrare. Ho detto loro che dovevano pagare».

La scorsa settimana, sempre a “Il Paradosso”, due clienti al momento di chiedere il conto hanno distratto i camerieri rubando tre bottiglie di vino pregiato. «È un continuo di furti – conclude la titolare – e così non ce la facciamo più. Si approfittano di noi, per di più in mesi come gennaio e febbraio in cui si lavora meno che in altri periodi dell’anno. Eppure l’affitto e i dipendenti dobbiamo pagarli regolarmente. Da lunedì 10 febbraio, quando rientrerò da un viaggio, installerò le telecamere in modo da denunciare chiunque scappi senza pagare».

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