Il Tirreno

Livorno

emergenza furti 

Fermati con gli arnesi da scasso due 14enni e un bambino di 11

Stefano Taglione
Fermati con gli arnesi da scasso due 14enni e un bambino di 11

La polizia li ha sorpresi nella zona di via Goito per la seconda volta in un mese Erano scappati da una comunità: il più piccolo non è denunciabile per l’età

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«Scusi, c’è Laura?». Una domanda apparentemente innocente quella di tre bambini al citofono di un palazzo di via Luigi Mancini, non lontano dall’Accademia navale. Che però insospettisce un’anziana. «No, qui non abita nessuna Laura». E giù la cornetta, senza aprire la porta. Poi, affacciandosi alla finestra, li vede scappare con uno zaino. E chiama il 113.

Sono stati fermati e riportati in comunità tre ragazzini toscani di 14 e 11 anni. Sono due maschi e una femmina fuggiti da una struttura per minorenni di Pisa per venire a rubare a Livorno, quasi sicuramente grazie a un complice adulto che li era andati a prendere, guidandoli nei furti nella zona di via Goito. Questa è la convinzione degli inquirenti. Due – i quattordicenni, maschio e femmina di origine nomade, ma nati a Firenze e Livorno – sono stati denunciati per possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli. L’altro – 11 anni, di Pistoia – non è invece imputabile.

Gli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidati dal commissario capo Claudio Cappelli, hanno battuto più volte il quartiere di Villa Fabbricotti e viale Italia, prima di riuscire a trovarli. Poi li hanno sorpresi vicino alla Baracchina Bianca, sul lungomare, con uno di loro che ha cercato di scappare, ma è stato ugualmente acciuffato. Sono gli stessi che un mese fa erano stati fermati pieni di attrezzi da scasso in via Goito, una zona recentemente presa di mira dai ladri, anche sabato scorso con il furto di un Rolex da 15mila euro a casa di un commercialista. Non è un caso che anche lunedì scorso, attorno alle 15, nello zaino avessero diversi cacciaviti, una lastra per aprire le serrature e una chiave a pappagallo. Materiale che il personale della questura ha sequestrato immediatamente, inviando subito una segnalazione al tribunale dei minorenni di Firenze. Poi sono stati riaccompagnati in comunità, la stessa da dove sono fuggiti, a Pisa.

Gli agenti hanno fatto un gran lavoro per riuscire a denunciare i due più grandi, comunque minorenni, visto che oltre a dichiarare loro un nome a caso (non indicando chi fossero i genitori, di cui non è chiara l’identità) hanno raccontato di averne 12 e 13, di anni, come l’ultima volta, meno di un mese fa. Cercando di scamparla. Ma non ha funzionato. Cinque giorni prima, infatti, gli agenti della questura di Firenze sorprendendoli fra le strade del capoluogo intenti a battere altre zone per rubare, li avevano portati in ospedale per degli esami radiologici, scoprendo dalla conformazione ossea che, in realtà, erano quattordicenni e quindi imputabili. Motivo per il quale i colleghi delle volanti labroniche li hanno potuti denunciare. A differenza di gennaio, stavolta però nel loro zaino non avevano oggetti rubati. In possesso degli arnesi erano solamente i due quattordicene, non il ragazzino di 11 anni di Pistoia.

La speranza è che ora non scappino più dalla comunità. Sarà eventualmente il tribunale dei minorenni a decidere se cambiarne struttura, in virtù delle ripetute segnalazioni che arrivano da varie parti della regione. Di certo, in questi casi, le forze dell’ordine hanno le armi spuntate per fermarli, visto che ogni volta che vengono scoperti si rifiutano di collaborare, senza dire né il loro nome, né chi siano i loro genitori né, tantomeno, fornire alcun indizio sui loro eventuali complici in città. —



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