Il Tirreno

Livorno

Addio a Luciano Biagini, pioniere del baseball livornese

Stefano Taglione
Persone fuori dalla camera mortuaria e, nel riquadro in alto a sinistra, Luciano Biagini
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Persone fuori dalla camera mortuaria e, nel riquadro in alto a sinistra, Luciano Biagini

Livorno, l'ex dipendente Aamps è morto a 83 anni. Il ricordo del genero Paolo Prosperi: "Un grande lavoratore". Alle 14.30 di giovedì 6 i funerali alla camera mortuaria

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LIVORNO. Si è spento a 83 anni Luciano Biagini, pioniere del baseball livornese e storico operatore dell’Aamps. Lascia la moglie Maria Grazia Bufolini, i figli Stefano, Stefania e Barbara e due nipotini di 6 e 7 anni. Andato in pensione del ’79, è rimasto nel cuore dei colleghi e degli amanti dello sport inventato nella prima metà del Settecento negli Stati Uniti.
 
L’ottantatreenne quattro mesi fa era stato operato dopo che i medici gli avevano diagnosticato un tumore e negli ultimi giorni era stato ricoverato in ospedale a causa di un peggioramento delle condizioni di salute. La morte ieri, poco dopo mezzogiorno, al secondo piano del secondo padiglione. 
 
È in lacrime il genero, Paolo Prosperi, che lavora in Avr. «Era un grande lavoratore – lo ricorda – e amava la sua famiglia. Io ho sposato la figlia Barbara, non ci faceva mai mancare l’affetto». Fra i suoi hobby i motori: amava riparare auto e scooter, lo faceva spesso con quelli di parenti e amici. Fra gli anni Settanta e Ottanta ha allenato il Livorno Baseball. Generazioni di ragazzi oggi lo ricorderanno in chiesa. Come i colleghi dell’Aamps, con cui negli anni Settanta era solito andare alla Cascina Vecchia, vicino a Firenze, un rudere di cui si prendevano cura e che frequentavano nei giorni di festa con le famiglie.
 
«Era un punto di ritrovo per tutti loro – ricorda Prosperi – poi ognuno prese la sua strada, però per anni avevano l’uso di quel vecchio cascinale che era stato completamente ristrutturato. Anche il padre di Luciano lavorava per l’azienda dei rifiuti». I funerali sono stati fissati alle 14.30 di giovedì 6 febbraio alla camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri: da qui il feretro – a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni – verrà portato al cimitero dei Lupi.

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