Il Tirreno

Livorno

Viaggio nel poliambulatorio deserto, anche gli uffici vanno via

Flavio Lombardi
Viaggio nel poliambulatorio deserto, anche gli uffici vanno via

Resta per pochi giorni ancora odontostomatologia che poi si trasferirà al 5° primo. Nascerà qui la nuova Casa della Salute, tutti i servizi andranno in via Venuti

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LIVORNO. Il processo di ristrutturazione del Poliambulatorio, quello che dovrà regalare all’edificio tutte le moderne caratteristiche di una casa della salute, quella con maggiore ricettività per servire il centro città, passa prima dal suo completo svuotamento. Che non è stato ancora completato. Un anno fa, i primi movimenti, liberando il piano terra, dove c’era anche il Cup ed ormai spostato dal padiglione 24 al 7. I cittadini, dopo le prime difficoltà nate dal cambiamento, si sono alla fine abituati e adesso, facilmente, dal viale Alfieri sanno di dover costeggiare il fianco del primo blocco dove andavano un tempo, per raggiungere il palazzotto che gli sta proprio dietro.

Il padiglione 24, quando marciava a pieno ritmo, era un florilegio di attività. Non solo aperte al pubblico, ma anche per i tanti uffici preposti all’evasione interna di alcune tipologie di pratiche. Basta leggere un totem, che adesso ha perduto la sua funzione, e che sembra rimasto lì per raccontare a chi passa un po’di storia sanitaria recente. Scorrendo il pannello a colonna, alto un paio di metri e mezzo, ecco l’elenco di quel che c’era ed ora non c’è più, oppure c’è ancora ma solo per poco ormai. Al primo piano, il consultorio centro (anch’esso operativo al padiglione settimo) e l’ufficio protesi, al secondo invece l’agenzia di continuità ospedale e territorio, l’assistenza infermieristica territoriale, cure domiciliari Adi, punto insieme, segretariato sociale e servizi sociali. Tutta roba che sarà trasferita in via Filippo Venuti, dove un tempo si andava soprattutto per la medicina dello sport quando serviva il certificato di idoneità per l’agonismo (ora al quinto primo) o ci si presentava davanti alla commissione patenti (ora in via della Bastia). Al terzo, diabetologia e odontostomatologia.

Dall’esterno, osservando l’intero complesso, si nota subito una barriera arancione con un cartello d’avviso ad interdire l’accesso sul livello del suolo, percorso che veniva buono per andare a fare un semplice prelievo, o prenotare visite. Le foglie morte incastrate fra le maglie della porta-serranda in alluminio, sono il segno inequivocabile che quando si varcava quella soglia era sempre un 2019 tutto da consumare. Si monta quindi la rampa che conduce al primo piano. Entrando, sulla sinistra, una fettuccia bianco e rossa tipica dei cantieri, indica che la vecchia sala d’attesa è fuori uso. Così come anche l’ascensore che porta più in alto e che ha esposto il cartello “fuori servizio”.

Guardando a dritto, si nota uno sportello che era destinato ai rapporti col pubblico. Il locale è ormai senza illuminazione e la tenda veneziana dietro allo spesso vetro, è tirata giù. Si salgono le scale per raggiungere il piano 2 e si incontra anche un ufficio che ospita Patrizia Politi, dirigente amministrativa, mentre altre impiegate corrono da una stanza all’altra, affaccendate nel preparare la documentazione per il trasporto alla nuova destinazione.

«Stiamo attendendo i facchini», dice sorridente Politi, quasi sommersa da cartoni già sigillati, in attesa come tanti altri sparsi altrove, di raggiungere Via Venuti. Dove andranno anche alcuni arredi al momento lasciati a sonnecchiare, insieme ad armadi pieni di faldoni. Già tutto chiuso per il trasloco senza rischiare di perdere nulla. L’altra ala del piano è già desolatamente deserta; si incontrano uffici e si leggono alcune targhe che indicano ancora il nome di chi li occupava. Vecchi bagni adibiti da un sacco di tempo a magazzini, mostrano ancora il loro contenuto: computer anni’90, un mucchio di archeologia informatica, buoni solo per essere smaltiti. L’ufficio cure domiciliari, un locale di circa 35 metri quadri era la stanza 26, anche lui già completamente sgombro. Un pezzo di vita quotidiana, una finestra di quando lì era tutto un brulichìo di persone, c’è ancora. Dal vetro di una bacheca, il disegno di una bimba, probabilmente figlia di un dipendente Asl con scritto: “Babbo sei il mio cuore”.

Si sale ancora, giungendo al piano 3. Sede originaria di diabetologia e odontostomatologia, la prima è già trasferita al quarto terreno, mentre l’altra specialistica, questione di una settimana, sarà attivata al quinto terreno.
È l’ora di dare una controllata in via Venuti. Il portone che si affaccia sulla strada conduce al primo piano. Lì, per ora c’è il centro screening Corat con apertura al pubblico martedì e mercoledì dalle 9 alle 11. La porta è chiusa e oltre non si può vedere. All’interno tanti ambienti dove c’erano gli studi medici, che possono ora accogliere senza problemi tutti gli uffici che devono arrivare dal padiglione 24. Sempre in via Venuti c’è il centro di salute mentale, quello che prima era al distretto di via del Mare. Quello, per ora, resta lì.


 

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di Redazione web