Gioco
E in piazza della Repubblica cartelli contro la discriminazione
Dopo l’appello lanciato dal commerciante orientale in via Grande Ecco un altro gesto di solidarietà nei confronti della comunità cinese
la curiosità
«Rifiutare il virus, non rifiutare i cinesi». E poi: «Il cinese è umano, dobbiamo stare con loro». E più avanti: «Ristorante cinese non è virus».
Sono questi alcuni dei cartelli gialli con la scritta nera appesi ieri mattina intorno alla recinzione che delimita la statua dedicata a Leopoldo II, in piazza della Repubblica.
Il gesto di solidarietà nei confronti della comunità cinese che a Livorno è composta da un migliaio di persone è del consigliere aggiunto del consiglio comunale Polas Shabuk, rappresentante degli stranieri che vivono in città.
Una presa di posizione per cercare di sensibilizzare anche i livornesi rispetto ad un allarme che rischia di avere effetti disastrosi come ha raccontato nell’edizione di ieri del Tirreno Sky Zhang, tatuatore con un negozio in via Grande che vive a Livorno dal 1998.
«Inutile girarci intorno – ha racconta mostrando il cartello che ha esposto in vetrina – da quando è venuto fuori questo casino le persone ci guardano in modo diverso, come se fossimo alieni. Me ne accorgo anche io quando accompagno mio nipote a scuola, rispetto a prima ti stanno tutti a distanza, si vede che qualcosa non va. Un mio amico commerciante – prosegue – mi ha raccontato perfino che alcuni genitori dicevano ai figli di stare lontani dal negozio perché potevano prendere delle malattie: roba da pazzi». —
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