Gioco
Dal liceo ai bistrot i luoghi del cuore del grande Modì
Ai Bottini dell’Olio la mostra del videomaker Luca Dal Canto Una sequenza di immagini per narrare la vita dell’artista
Dal Fosso Reale dove si specchia la chiesa degli Olandesi al Lungosènna parigino in cui si riflette la cattedrale di Notre Dame, nel Premier Arrondissement, e troviamo l'Hotel Dieu col suo carico di significati. Questi sono soltanto un paio dei tanti luoghi, fra Livorno e Parigi, frequentati da Amedeo Modigliani e che sono narrati per immagini dal videomaker livornese Luca Dal Canto nella mostra aperta presso la Biblioteca Labronica ai Bottini dell'Olio (dove resterà visitabile sino al 16 febbraio) accompagnandoci in un coinvolgente tour nelle città di Dedo ripercorrendo i momenti salienti della sua breve e travagliata vita.
Ne è scaturito un percorso foto-biografico racchiuso in cinquanta immagini (otto su Livorno e quarantadue su Parigi) collocate in ordine cronologico ed ognuna corredata di un testo in cui Dal Canto descrive l'evento a cui è legata: «Credo che i luoghi dove viviamo – spiega l'autore – ci facciano maturare in un certo modo. Tanto più quando si parla di un artista, in questo caso di un artista come Modigliani che con i suoi luoghi, e ne ha avuti tanti, ha avuto un rapporto molto forte. Livorno dove è nato e Parigi dove è diventato Modigliani e dove è morto cento anni fa».
Si è trattato di capire come quei luoghi siano cambiati nell'arco di un secolo: “Fotografandoli oggi si vede come abbiano inciso le trasformazioni socio-economiche ed urbanistiche, in entrambi le città. Ed andando in quei luoghi ho visto che si potevano raccontare molti episodi della sua vita. Una foto, una storia. Ho insomma voluto esaminare Modigliani soprattutto dal punto di vista umano, con i suoi sogni, le sue speranze, le sue emozioni».
Le più grandi trasformazioni, anche per motivi bellici, come rileva l'autore, si sono verificate a Livorno, molto meno a Parigi dove gran parte di quei luoghi sono rimasti così come erano. La sequenza delle immagini non poteva che cominciare dalla casa natale di Modigliani, in via Roma 38, dove Dedo vide la luce nel 1884, si prosegue con le passeggiate lungo il Fosso Reale insieme al nonno Isacco per arrivare, nel 1898, quando entra nello studio del pittore Guglielmo Micheli al pianterreno di Villa Baciocchi, purtroppo distrutta durante il bombardamento del 28 maggio 1943 (divenuta nel frattempo un orfanotrofio vi persero la vita trenta bambine e due suore).
Restiamo ancora a Livorno con il Liceo classico “Niccolini-Guerrazzi” da lui frequentato. Siamo così arrivati al 1906 quando Dedo prende il treno per Parigi e si stabilisce a Montmartre: il tour biografico nella Ville Lumiére si snoda quindi fra Boulevard Saint Germaine, rue del Saules dove si trova il locale “Lapin agile”, frequentato all'epoca da Picasso e Utrillo, e Place Jean-Baptiste Clément, l'indirizzo dello studio di Modigliani.
Si passa quindi a Villa Alexandre ed al bistrot “Chez Rosalie”. Nel suo breve ritorno a Livorno Dedo frequenta il Caffè Bardi, in piazza Cavour, famoso ritrovo di artisti e letterati, ed apre uno studio in via Gherardi Del Testa prima di partire definitivamente per Parigi.
Eccoci perciò nella sua casa parigina, in rue André Antoine 36, nel Jardin de Luxenbourg, al Cafè La Rotonde, in carrefour Vavin, a casa di Beatrice Hastings, a Montparnasse, e quindi in rue de la Grande Chaumièr, l'ultima abitazione di Dedo dove viveva con Jeanne Hébutern e nel 1918 nacque la loro figlia. L'epilogo è ormai vicino: Amedeo Modigliani spira il 24 gennaio 1920 all'Hopital de la Charité e poche ore dopo Jeanne si suicida gettandosi dalla finestra del quinto piano di rue Amyot, l'abitazione dei suoi genitori. L'ultimo scatto è al cimitero Père-Lachaise dove Dedo riposa accanto alla sua amata Jeanne. —
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