Gioco
Strada del Castellaccio ancora chiusa, i residenti: «Economia ko, riapra con un semaforo»
Parlano gli abitanti del posto e la presidente della Pro Loco di Quercianella: «Problemi anche per portare i bimbi a scuola»
LIVORNO. Gli abitanti sono arrabbiati, quando ripensano che dal cartello turistico che segnala l’uscita dal Castellaccio in direzione Montenero, fino ad arrivare al punto di entrata interdetta a Sonnino, ci sono 12 km esatti composti da un misto della SP9 da percorrere in senso opposto fino raggiungere a fine discesa la chiesa dell’Apparizione, inforcare l’Aurelia passando da Antignano, e facendo tutto il Romito. Chi abita lassù, lungo un fronte di 1000 metri su ambo i lati, si trova in pratica a coprire il doppio del tragitto e immersi in un traffico da angoscia. Al centro sociale Gioli, lunedì scorso sono intervenuti il vice presidente della Provincia Pietro Caruso e il consigliere regionale Francesco Gazzetti per la Provincia, assicurando che l’incontro di Marida Bessi a Firenze con il governatore Enrico Rossi sarebbe stato un passo importante. Nel solito circolo, l’altro ieri una ventina di abitanti si sono dati appuntamento per parlare col Tirreno e auspicando un rapido cambio di rotta che apra la strada. Si sfogano mentre la presidente della Provincia è a Firenze a chiedere fondi. Luigi Cantoni, originario del Castellaccio ma residente a Quercianella, taglia corto. «Credo che la strada ad ora non presenti problemi per il passaggio di mezzi leggeri.
Che mettano un senso unico alternato con un semaforo e ci evitino di farci sentire isolati. C’è chi lavora a Quercianella come i titolari della farmacia e della ferramenta, chi a Rosignano e Cecina. Gente messa in croce». Giovanni Ciampi: «Mio figlio lavora a Cecina e a seconda di che turni fa, la vita gli è diventata quasi impossibile. Si a una misura tampone col semaforo e senso alternato». Massimo De Gennaro è solidale. «Lavoro a Livorno e il disagio di altri non ce l’ho. Si ad un senso alternato, a meno che non ci sia un pericolo acclarato». Angelo Leone, vice presidente del circolo, guarda il lato sociale. «Svolgiamo funzione di aggregazione e molte persone trovano difficoltà a raggiungerci ora. E poi che dire dei tre agriturismi e i quattro ristoranti in paese? Se la situazione perdura, chi viene da sud non viene più. Qualche lavoratore è già stato mandato a casa. La domenica qui è un deserto». Nedo Borghini è tagliente. «Strada chiusa per la sicurezza? Se è tutto così disastrato, la vera messa in sicurezza è facendo subito i lavori. Se si aspetta ancora, finisce che crolla tutto sul Romito». Fabio Gradassi: «Faccio il macellaio alla Coop di Rosignano e mi occorre mezzora in più la mattina per fare tutto il giro». Anche Luciano Sassara, abita a Quercianella. «Non ho visto il punto a rischio, ma le macchine immagino che potrebbero passare. Il tratto è breve e i semafori sono di veloce istallazione, nell’attesa di vedere tutto ripristinato».
Chiude Silvia Petruccione, presidente della Pro Loco di Quercianella. «Diverse sono le problematiche: i bimbi che per andare a scuola impiegano molto più tempo per arrivare a Montenero ed in più con mezzi non molto idonei. Pochi giorni fa è stata sfiorata la tragedia con un bus pieno di bimbi, che in discesa su via delle Pianacce ha avuto problemi ai freni. L’indotto turistico poi è in sofferenza: penso alla curva Nuvolari, Erba di Campo, i ristoranti del Castellaccio. I turisti, dal mare vengono sempre qui e va a scomparire il canale diretto. Infine, la sicurezza. Per emergenze, da Quercianella, solo pensando ai prossimi lavori del ponte di Calafuria, sarà caos. La chiusura di questa strada peggiorerà tutto» .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
