Il Tirreno

Livorno

Calcinacci giù dal soffitto e porte sfondate, le scuole tra guai strutturali e vandalismi

Giulio Corsi
Calcinacci giù dal soffitto e porte sfondate, le scuole tra guai strutturali e vandalismi

Studenti in corteo per chiedere locali più sicuri, ma negli ultimi giorni si sono ripetuti tanti episodi di danneggiamenti

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LIVORNO. Gli studenti degli istituti superiori chiedono scuole più sicure. Alcuni giorni fa al Nautico Cappellini dei calcinacci sono caduti dal soffitto della palestra. «Menomale che in quel momento non c’erano studenti, altrimenti qualcuno sarebbe finito all’ospedale», ha detto un professore ai genitori. La palestra è stata chiusa. È inagibile. Da allora gli allievi non fanno più educazione fisica. Il preside ha chiesto aiuto alla Provincia, che ha in carico la gestione degli edifici scolastici. Ma la Provincia non ha soldi a disposizione per intervenire e non è riuscita a trovare degli spazi alternativi per far effettuare l’ora di ginnastica. Risultato: la materia, per adesso, è abolita...

Sempre al Nautico, scuola che in questi giorni sembra al centro di una congiuntura sfortunata, raccontano gli studenti che un pezzo di battiscopa staccatosi da una parete del corridoio è volato al piano inferiore e ha sfiorato una bidella, a pochi metri da dove una rampa di scale risulta impraticabile: è stata chiusa con nastri bianchi e rossi, come si vede nella foto a fianco.

Nei giorni scorsi su un’altra scala del Cappellini - la rampa esterna - uno studente è caduto e si è rotto un braccio. C’è una diatriba in corso con due versioni diverse sull’episodio: per la scuola l’alunno ha inciampato casualmente, per gli studenti la caduta è stata causata da un gradino rotto. Gli stessi studenti lamentano anche problemi col riscaldamento e aule fredde come freezer. Ma anche su questa contestazione la scuola e la Provincia sostengono che quest’anno per due soli giorni i termosifoni non hanno funzionato e la causa è stata una manomissione del contatore da parte di qualcuno.

E qui si entra in un altro capitolo di attualità per le nostre scuole: su Instagram gira un video, registrato proprio al Cappellini, in cui si vede un tubo che spara acqua e allaga un bagno. In sottofondo ci sono le risate dei ragazzi. La fontana esce da un rubinetto nel muro che è stato manomesso. Il video ha ottenuto quasi 24mila “mi piace”.
E così, al problema reale delle strutture scolastiche malridotte, degli spazi che mancano e dei soldi che non ci sono, deve sommarsi anche il tema degli atti vandalici, un vandalismo probabilmente in alcuni casi «inconsapevole» come lo definisce il preside del Nautico, Alessandro Turano, ma non per questo meno grave e su cui una riflessione, nel giorno del corteo, è doverosa da parte di scuole e ragazzi.

Proprio tre giorni fa al Gimnasyum una porta degli spogliatoi è stata sfondata con un calcio e sono apparse delle scritte sui muri dei bagni. Secondo quanto ricostruito nella mattina in cui la porta - che era stata appena rimessa nuova - è stata rotta, solo una classe dell’Orlando ha fatto ginnastica nella palestra . «Vedremo di capire chi è il responsabile e la scuola rifonderà il danno», spiega Turano (che dirige anche il professionale). «Cercheremo di sensibilizzare ulteriormente questi adolescenti: il compito della scuola è anche quello di educarli».

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