Il Tirreno

Livorno

da sabato al museo di cittÀ 

Tra Livorno e Parigi una mostra sui luoghi di Dedo

S.F.
Tra Livorno e Parigi una mostra sui luoghi di Dedo

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LIVORNO. ‘I luoghi di Modigliani, tra Livorno e Parigi’, il progetto nato nel 2014, per mano del fotografo e regista Luca Dal Canto, torna a brillare nell’anno del centenario, con una mostra allestita nella biblioteca del Museo di Città.

Dal primo febbraio fino al sedici, quarantacinque pannelli ‘foto-bio-grafici’, condurranno i visitatori attraverso l’itinerario umano di Amedeo; con l’obiettivo primario di togliere di dosso all’artista quella fama di ‘maledetto’, fasulla, che dura da troppo tempo. «Un percorso - spiega Dal Canto - per capire i grandi cambiamenti che le due città, Livorno e Parigi, hanno avuto in cento anni: famose gallerie diventate società assicurative, studi di artisti, trasformati in magazzini abbandonati. E per ogni fotografia, c’è un breve, preciso, racconto, tratto dalla biografia di Modì».

Il regista spiega il senso del suo lavoro. «Studiando e ristudiando la sua vita mi sono accorto che tante cose scritte e dette su di lui, furono oltremodo romanzate, col solo scopo di creare quel mito, che non gli appartiene. Il mio obiettivo fu quello di umanizzare, raccontare meno l’artista e più l’uomo. Dedo era in primis un uomo e come tale aveva sogni, desideri, speranze, che forse non riuscì mai a realizzare. Ha provato emozioni, gioito, sofferto, pianto, riso: tante sfaccettature che si scontrano frontalmente col Modì - maudit, maledetto».

La grafica della collezione esposta, è di Enrica Mannari, che, con un piccolo disegno riassuntivo, ha dato un tocco di classe ai vari pannelli. «Un'idea - prosegue Dal Canto - concepita sei anni fa, quando in pochi, da queste parti, parlavano di Modigliani. E la lungimiranza di Franco Ferrucci, permise l’uscita del libro catalogo omonimo, che ha accompagnato la fase espositiva a Livorno, Pisa, Torino e Strasburgo».

L’edizione 2020, che vanta un piccolo aggiornamento (5 nuovi luoghi, 11 nuove fotografie, e un’avventura multimediale), dopo Livorno viaggerà per Parigi prima e Marsiglia poi, passando per Firenze. «Se trovai lo spunto per allestire ‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse’ - aggiunge l’assessore alla cultura, Simone Lenzi - il merito va ad una frase che mi disse Luca Dal Canto: ‘basta chiamarlo Modì, chiamiamolo Dedo’: affermazione che raccoglieva esattamente il mio pensiero. Riportare le cose nella loro prospettiva».

Sabato alle 17.30, alla chiesa del Logo Pio (museo), ci sarà l’apertura ufficiale, con la presentazione del libro-catalogo, edito da Erasmo Edizioni. —

S.F.

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di Redazione web