Il Tirreno

Livorno

via calzabigi 

Si fingono amici del figlio e rubano 20mila euro all'anziana madre

Stefano Taglione
Due persone che tentano di truffare un'anziana sola in casa (foto d'archivio)
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Due persone che tentano di truffare un'anziana sola in casa (foto d'archivio)

Livorno, vittima della truffa una donna di 85 anni. La famiglia: «È successa una cosa atroce, ma l’importante è che lei stia bene»

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LIVORNO. Si è approfittato di lei nel modo più crudele possibile, incrociandola da sola sotto casa. «Signora, si ricorda? Sono amico di infanzia di suo figlio...». Con una scusa becera, ma credibile, l’ha convinta a spalancargli la porta di casa, dove nel frattempo è stato raggiunto da un complice. «Non si preoccupi, sa, lo conosciamo bene», hanno continuato a parlare, ostentando affidabilità, mentre uno dei due svaligiava l’appartamento.

Ennesima truffa ai danni degli anziani in città, con una donna di 85 anni derubata di tutti i risparmi che aveva: ventimila euro secondo quanto ricostruito. La signora vive con il marito in via Calzabigi, ma in quel momento stava per risalire le scale del suo condominio da sola. E nell’appartamento, ad attenderla, purtroppo non c’era nessuno. I fatti sono accaduti mercoledì 29 gennaio.

Non ha fatto in tempo a rendersi conto del raggiro e quando se ne è accorta era già troppo tardi. I truffatori erano già scappati, purtroppo pare senza essere ripresi da nessuna telecamera del quartiere. La signora, terrorizzata e sotto choc, si è rifugiata in casa dai vicini. Che hanno chiamato il 113. Sul posto, in pochi minuti, nel pomeriggio di mercoledì scorso sono arrivati due equipaggi della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidati dal commissario capo Claudio Cappelli, che hanno rincuorato e parlato con la vittima.

Immediato l’arrivo, per le indagini, dei colleghi della Squadra mobile della questura, coordinati dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, che stanno cercando di dare un nome e un volto ai malviventi. Sarebbero italiano – lo ha spiegato la stessa anziana – probabilmente non di Livorno, ma venuti in città appositamente per mettere a segno il ricco colpo. La osservavano da tempo, forse la conoscevano. Sicuramente sapevano il nome del figlio. Rovistando in tutta la casa potrebbero aver lasciato delle impronte, motivo per il quale è intervenuta la polizia scientifica.

Il figlio è avvilito: «È successa una cosa atroce, sono spaventato per il futuro – racconta al Tirreno – ma l’importante è che mia madre stia bene, visto che non è stata né picchiata, né drogata. Non vuole parlare della vicenda, è ancora molto confusa e la ricostruzione è molto lacunosa. Queste due persone erano italiane e ben vestite, lei però non le conosceva».

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