Gioco
Il blocco popolare di Shangai sarà demolito entro aprile
Nove milioni di euro per buttarlo giù e ricostruire 54 alloggi Eseguite 24 ordinanze: 6 famiglie in hotel e alla Misericordia
La previsione è di demolire il blocco 147 compreso tra via Bixio, via Poerio, via Wan Bergher e largo Anna Frank - 4700 metri quadrati con un perimetro di 281 - entro il mese di aprile. Il presidente di Casalp, Marcello Canovaro, architetto ed ex assessore provinciale nella giunta Kutufà, si tiene prudente e parla di intervento di recupero urbano complesso. Però sottolinea che il progetto esecutivo è già approvato e che “in due-tre mesi potremmo eseguire la demolizione”. La giunta Salvetti, del resto, ha fretta di chiudere questa partita perché in calendario c’è già la gestione di un’altra situazione critica – quella della Cigna – e perché l’amministrazione vuole dare una risposta ferma al problema delle occupazioni abusive (in città ci sono 300 alloggi popolari occupati a fronte di un patrimonio Erp di 6500 abitazioni). L’abbattimento, il cui costo è stimato in 1,5 milioni, è la prima tappa di un recupero edilizio che prevede la realizzazione ex novo di 54 appartamenti in 4 blocchi per una spesa di 7.676.256,18 euro. In tutto l’operazione “nuova Chiccaia”, avviata dalla giunta M5s del sindaco Nogarin, supera 9 milioni ed è da chiudersi entro il 2024.
Ieri il sindaco Luca Salvetti e l’assessore al sociale Andrea Raspanti si sono detti soddisfatti perché lo sgombero si è concluso in appena un’ora e mezzo e questo “grazie al dialogo avviato in agosto con gli occupanti” ed alla “collaborazione delle famiglie”. Concetto ribadito da Marco Vaccari, responsabile delle sezioni speciali della polizia municipale, che ha coordinato le operazioni con una cinquantina tra agenti e funzionari che ha poi ringraziato per “il lavoro svolto dalle 7 della mattina”. Gli amministratori e il personale intervenuto hanno fatto notare anche il lavoro svolto dall’ufficio casa (ieri erano presenti la dirigente del settore politiche sociali Arianna Guarnieri e la responsabile dell’ufficio casa Elisabetta Cella). La stessa Cella ha ricordato l’evoluzione del caso Chiccaia nell’ultimo anno e mezzo. Nel 2018 erano 37 le famiglie senza titolo nel blocco di Shangai: 30 erano occupazioni abusive, 7 nuclei senza titolo perché non avevano diritto al subentro. Dopo una sanatorio grazie ai benefici della legge regionale che ha permesso di regolarizzare 4 famiglie tra quelle che dimoravano da più tempo negli alloggi sono rimaste pendenti 33 situazioni. Nel frattempo il lavoro per assicurare un’uscita meno dolorosa possibile alle famiglie irregolari è proseguito tanto che alcune hanno trovato ospitalità presso parenti, altre hanno stipulato contratti di affitto altrove. Ieri, invece, sono state eseguite 24 ordinanze di sgombero: 18 alloggi sono stati trovati vuoti o con occupanti che stavano completando il trasloco, 6 famiglie sono state ospitate dalla Misericordia di Livorno in via Verdi e in una depandance dell’Hotel Giappone.
Va avanti invece - ha ricordato Raspanti - l’operazione di liquidazione dei 9 proprietari di immobili che hanno accettato le indennità (già la precedente giunta aveva prospettato questa soluzione insieme alla possibilità di permute immobiliari) e che avranno 60 giorni per lasciare (sono rimasti in 7 su 9 nel blocco). Tutti sono proprietari di beni liberi tranne un caso di alloggio su cui grava un’ipoteca che dovrà essere estinta nell’ambito della definizione delle indennità. Le quattro famiglie ospitate dalla Misericordia - ieri rappresentata da uan delegazione guidata da Gabriele Vannucci - così come quelle in hotel avranno 60 giorni per trovare soluzioni ma saranno seguite dall’associazione di volontariato e dall’ufficio casa municipale. Il Comune prenderà invece provvedimenti nei confronti di 4 famiglie che, liberata la Chiccaia, hanno occupato abusivamente altre case sempre nel quartiere di Shangai. —
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