Gioco
A lezione da Carlo Pepi per prepararsi alla mostra
LIVORNO. Quasi duecento studenti seguono con grande attenzione la lezione che l’esperto (e collezionista) d’arte tiene in preparazione della loro visita alla mostra del museo della città. Nel salone dell’istituto Santo Spirito, completamente esaurito, Pepi regala ai ragazzi un viaggio virtuale nella storia dell’arte, cominciando dalla metà dell’800, per arrivare a Modigliani e gli amici di Montparnasse. La scoperta di Van Gogh, gli impressionisti, i macchiaioli; passando per Fattori, il superamento del vero, Kandinsky e il suo spirituale dell’arte, i futuristi, Malevic, Fontana; il tutto condito da vicende personali ed aneddoti in grado di stuzzicare fantasia e curiosità. Uno di questi, assolutamente indedito. «Silvestro Lega, un gigante della pittura, - narra il collezionista - abitava al Gabbro ed essendo poverissimo, spesso scendeva a piedi a Livorno. L’estate si recava ai bagni Pancaldi (allora Palmieri) per tentare di vendere i pochi quadri che riusciva a portare faticosamente sotto il braccio. Così fece anche nell’ agosto del 1895, e come di solito accadeva, nonostante lo stabilimento balneare fosse frequentato da gente facoltosa, non vendette nulla. Allora, Guglielmo Micheli, presente sul posto e impietosito, decise di fare una colletta tra gli amici per quel povero pittore, talmente indigente, che da anni non cambiava neppure il vestito. Lega prese il denaro e disse: “È la prima volta in vita mia che ricevo l’elemosina e spero che sia anche l’ultima”. Alla scena assistette un bambino di undici anni, e pianse calde lacrime, per la commozione di aver visto un’artista, giunto alla fine della vita (Lega, ormai malato, morirà appena un mese dopo), costretto all’elemosina. Quel bambino si chiamava Amedeo Modigliani». —
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