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Vita in carcere migliore se si recuperano le zone abbandonate
LIVORNO. Si è parlato di indispensabili azioni di recupero delle aree abbandonate da anni all’interno della struttura, alla Casa Circondariale “Le Sughere” di Livorno. Presenti il provveditore dell’amministrazione penitenziaria regionale Gianfranco De Gesu, il garante regionale per i detenuti Franco Corleone, il direttore del carcere Carlo Mazzerbo, l’assessore comunale Andrea Raspanti, il garante dei detenuti di Livorno Giovanni De Peppo e, in rappresentanza del dipartimento amministrativo penitenziario,Gabriella Pedota.
E’ stata l’occasione per fare il punto sulle maggiori criticità del carcere già evidenziate dal Comune ai massimi vertici del DAP.
Il futuro raddoppio della capacità di accoglienza delle “Sughere”, che da 250 dovrebbe passare ad oltre 500 detenuti, impone infatti interventi urgenti senza la realizzazione dei quali potrebbe aggravarsi una situazione già complessa.
Sul tavolo, la necessità di una totale ristrutturazione delle aree di carattere trattamentale abbandonate da anni come la sala polivalente, ma anche dell’edificio ( caserma della Polizia Penitenziaria) abbandonato ma prezioso per l’accoglienza degli agenti e per finalità correlate all’istituto.
Tra gli interventi da realizzare, la chiusura della sezione “transito”, grazie all’avvio dei nuovi padiglioni, e l’immediata ristrutturazione della stessa. Necessaria anche una riflessione sulla restituzione della sezione “verde” a sezione per la detenzione femminile ed un opportuno reperimento di risorse per la bonifica e la ristrutturazione della attuale cucina centrale. L’Amministrazione comunale dovrebbe invece provvedere ad interventi di natura infrastrutturale quali l’ampliamento del parcheggio antistante l’Istituto e la riattivazione della fermata CTT davanti alla Casa circondariale per facilitare le visite dei tanti familiari dei detenuti. —
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