Gioco
C’erano 18 milioni pronti per la Fortezza, ma con i 5 Stelle tutto è caduto nell’oblio
La gestione di Port Authority doveva essere transitoria in vista del passaggio del fortilizio (già deciso) a Regione e Comune Ora la nuova amministrazione può riprendere il progetto di acquisizione e chiedere a Firenze di confermare l’investimento
LIVORNO. A proposito della notizia pubblicata dal Tirreno sul rischio di chiusura della Fortezza Vecchia, penso che qualche parola di chiarimento possa essere utile. Nel 2008 il Comune di Livorno ottenne in affidamento la Fortezza Vecchia, dai proprietari e cioè il Demanio dello Stato (la parte superiore) e la Camera di Commercio (la parte sotterranea). Ai fini di una sua valorizzazione. Il mio predecessore, il compianto Massimo Guantini, provvide ad indire una gara nazionale per la gestione che fu vinta da una cooperativa con sede a Milano. La quale investì rilevanti risorse sia nelle strutture di servizio sia per la spettacolazione. Il mandato venne a termine nel dicembre 2013.
Ma in base alla nuova legislatura il Comune non poteva più ottenere in affidamento e poi dare in gestione la Fortezza. Da qui derivò la necessità, per evitare la chiusura del monumento, di trovare una soluzione transitoria. Individuammo il soggetto idoneo nell’Autorità Portuale, grazie alla sensibilità dell’allora presidente Giuliano Gallanti e del segretario generale Massimo Provinciali. La direzione territoriale del Demanio e la Camera di Commercio convennero con la soluzione individuata. Scrivemmo allora il protocollo d’intesa debitamente firmato dai tre soggetti interessati e così la Fortezza fu affidata, “in via transitoria”, all’Autorità Portuale. Che da allora l’ha gestita al meglio, con beneficio di tutti.
Perché “in via transitoria”? Per spiegarlo bisogna fare qualche passo indietro. Non ricordo se alla fine del 2012 o nei primi mesi del 2013 il Comune firmò un ambizioso protocollo d’intesa con la Regione in cui, tra l’altro, ci si proponeva la massima valorizzazione della Fortezza Vecchia con finanziamenti regionali, come era avvenuto per la Fortezza di Montalcino. Premessa a questo obiettivo era l’acquisizione in proprietà. Secondo la legislazione vigente il Demanio poteva conferire gratuitamente la sua quota di proprietà, in base ad un accurato programma di restauro e rifunzionalizzazione del complesso monumentale. Avemmo diversi incontri con i vertici regionali e nazionali del Demanio e concordammo la procedura. In tempi straordinariamente brevi gli uffici tecnici del Comune elaborarono, di concerto con gli uffici regionali, un progetto che prevedeva investimenti regionali pluriennali fino ad un massimo di 18 milioni.
Il progetto venne apprezzato dal Demanio che però pose come condizione, prima di firmare la cessione, che tutto il complesso venisse contestualmente in proprietà di Regione Toscana e Comune di Livorno. Da tempo avevamo aperto una trattativa parallela con la Camera di Commercio, proprietaria della parte sotterranea della Fortezza. Ma il cambio di presidenza tra la fine del 2013 e gli inizi del 2014 bloccò l’iter. Riproponemmo il problema alla nuova presidenza subito dopo l’insediamento e ci fu confermata la disponibilità al trasferimento della proprietà. Il Demanio effettuava la cessione gratuitamente mentre la Camera di Commercio aveva la sua quota in bilancio ad un valore stimato intorno ai 150mila euro o poco più. Allora proponemmo di acquisirla a quel valore o da parte del Comune o da parte della Regione. Ma non arrivammo in tempo ad una conclusione positiva, si era già nel marzo 2014 e con le elezioni ormai prossime fummo costretti in extremis ad escogitare la soluzione che portò alla gestione “transitoria” da parte dell’Autorità Portuale. “Transitoria” nella speranza, o meglio nella convinzione, che un progetto di così alto significato ed interesse per la città e per la regione venisse portato a conclusione dalla nuova amministrazione.
Invece, purtroppo, il tutto cadde nell’oblio. E da allora non se ne è più parlato e tantomeno agito. Ė una semplice constatazione, senza alcun intento polemico. Ora che il Ministero manifesta la volontà di impedire la gestione della Fortezza da parte dell’Autorità Portuale, perché non sarebbe nella sua competenza statutaria, penso che la nuova amministrazione dovrebbe riprendere in mano il vecchio progetto di acquisizione del complesso monumentale. E quindi - se mi posso permettere -: a) confermare l’intesa con la Regione e gli impegni conseguenti di investimento allora previsti; b) riprendere i rapporti con il Demanio; c) ottenere dalla Camera di Commercio la cessione della sua parte di proprietà o gratuitamente (come il Demanio) o al valore iscritto in bilancio. Chiudendo positivamente la partita Livorno non solo potrebbe gestire direttamente la Fortezza ma verrebbero avviati investimenti di alto valore, indispensabili per il suo mantenimento, restauro e rifunzionalizzazione. All’epoca l’impegno di finanziamento regionale - lo ricordo - era per una cifra fino a 18 milioni in più annualità.
Riprendendo in mano la partita, si potrebbe probabilmente con facilità ottenere che il Ministero consenta il proseguimento della gestione “transitoria” da parte dell’Autorità Portuale. “Transitoria” perché finalizzata alla realizzazione di una operazione di così evidente interesse per Livorno e la Toscana. Spero che gli anni passati non abbiano mutato il quadro di riferimento legislativo e che la Regione consideri ancora validi gli impegni a suo tempo presi. Ė una verifica che penso meriti di essere fatta. E sono convinto che il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Simone Lenzi la faranno.
*assessore alla cultura giunta Cosimi
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