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Livorno

comune: tecnologia e innovazione 

Anagrafe unica nazionale Livorno è indietro tutta

Anagrafe unica nazionale Livorno è indietro tutta

Berti (M5S): «Siamo l’unico capoluogo toscano che non dà a Stato e cittadino  la possibilità di avere documenti in tempo reale. Sono servizi necessari...»

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LIVORNO. Si chiama ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) e non è un acronimo come gli altri. Si tratta di un progetto abilitante, enabler per gli esperti, cioè un progetto di anagrafe unica nazionale (digitale) che permetterà a tutti i cittadini di avere un domicilio digitale, il fascicolo sanitario elettronico, che permetterà allo Stato di effettuare un censimento permanente e di sapere chi usufruisce di contributi assistenziali, anche al fine di scovare i furbetti. Tutto a norma di privacy. Il progetto è gestito dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministero degli Interni e dal neonato Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione. Il deputato m5s livornese Francesco Berti segue da vicino il progetto e commenta: «Parlare di ANPR significa parlare delle fondamenta digitali per il futuro dei servizi pubblici. La base per il rapporto semplificato (e digitale) tra i cittadini e lo Stato, ma anche tra le varie amministrazioni pubbliche che ad oggi comunicano ancora poco tra loro. Un nuovo “patto sociale” che si basa sulla condivisione e la circolarità dell’informazione. Lo Stato italiano si mette al pari dei giganti web, con l’obbiettivo di usare i dati per semplificare la vita dei cittadini».

Il progetto ANPR è nato a settembre 2017, riguardava 13 comuni e 300.000 cittadini. «Oggi, giunti a gennaio 2020, riguarda 5447 e 41.854.116 cittadini, ma non Livorno. Il comune capoluogo labronico non rientra né nei 5447 comuni che hanno confluito i dati nel database nazionale, né negli 824 che a breve subentreranno. E’ l’unico capoluogo di Provincia toscano rimasto indietro».

Questo, per Berti, impedisce, in termini pratici, la possibilità per il cittadino e lo Stato di avere sotto mano in tempo reale i documenti base (dati riguardanti la nascita, la morte, il matrimonio, le unioni civili e la residenza) per poter “esistere” nella burocrazia statale e stringere rapporti giuridici, con evidente dispendio di energie e risorse da parte di entrambi per autocertificazioni e ricerche negli oltre 11000 database esistenti a livello nazionale.

Il Piano triennale di digitalizzazione dello Stato, all’interno della Agenda digitale europea, è quasi terminato ed è tempo di bilanci per il grillino. «Con la nuova anagrafe nazionale le diverse amministrazioni pubbliche potranno comunicare in maniera efficiente tra di loro e con i cittadini, avendo a disposizione una fonte unica e sicura contenente i dati della popolazione. Il futuro che vogliamo è semplice, immediato e sicuro. in una parola: innovativo. Oggi il nostro obiettivo – conclude Berti – è far sì che tutti i comuni italiani, tra cui Livorno, contribuiscano ad abilitare questo sistema a livello nazionale. Invito quindi il Comune di Livorno ad attivarsi per far confluire nella piattaforma nazionale i dati dei cittadini residenti. Un passo indispensabile per garantire nel futuro, anche ai livornesi, nuovi servizi e procedure burocratiche più semplici. E’ ormai chiaro che carta e penna non bastano più per stare al ritmo dei tempi». —



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