Il Tirreno

Livorno

Si è spento Alfio Bartoli una vita dedicata allo sport per gli altri

Federico Lazzotti
Si è spento Alfio Bartoli una vita dedicata allo sport per gli altri

Tra i fondatori dell’Uisp e storico dirigente del ciclismo aveva ideato e seguito la festa dell’Uva in Collinaia

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LIVORNO. Per spiegare chi è stato e cosa lascia Alfio Bartoli, scomparso nella notte di domenica 26 gennaio a 89 anni, basta dire che per quasi settant’anni, non solo in provincia di Livorno, non c’è stata corsa di ciclismo, partita di pallavolo o gara di atletica che non fosse organizzata e pianificata da questo signore con lo sguardo profondo e una passione smisurata per lo sport.

Nel 2011 a coronare una carriera di dirigente che lo ha portato a fare il giudice anche sulle strade del Giro d’Italia, la consegna, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dell’Oscar dello sport: scelto come miglior dirigente sportivo dell’anno. «Chiariamo subito – disse dopo aver ritirato il premio – che non è un premio alla carriera. Seppure, per ragioni familiari, abbia un po' meno tempo libero a disposizione, entusiasmo e voglia di continuare sono sempre vivi». Una frase che rappresenta e svela il segreto della longevità sportiva di Bartoli, capace sempre di guardare avanti, al prossimo progetto, alla prossima gara. «Era una macchina – dice il figlio Stefano che con il fratello Andrea ha seguito il padre quando le sue condizioni di salute sono peggiorate – pensate che era segretario di una scuola media e andò in pensione per dedicarsi a tempo pieno allo sport». Orgoglioso di essere tra i fondatori del Uisp, «ho ancora la copia della tessera numero 380 sottoscritta nel 1947», raccontava, è stato anche l’ideatore della Festa dell’Uva a Collinaia.

«L’idea nacque durante una gita sull’Amiata – racconta ancora il figlio – da quel momento in poi è diventato un appuntamento fisso che oggi è tra i più apprezzati in Toscana». Oltre allo sport non aveva mai abbandonato nemmeno la passione per la politica e per la lettura. «Giovedì – rivela Stefano – mi ha chiesto se il giorno dopo gli potevo portare in ospedale i giornali...». L’ultimo saluto Bartoli è previsto per lunedì 27 gennaio alle 15,15 alla camera mortuaria. L’ultima corsa di chi ha lavorato per far correre e divertirsi generazioni di sportvi. A Stefano, nostro collega, e a Andrea le condoglianze della redazione del Tirreno.
 

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