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La corsa dei 500 a fianco di Shaul, l’olimpionico scampato alla Shoah

Nicolò Cecioni
La corsa dei 500 a fianco di Shaul, l’olimpionico scampato alla Shoah

Livorno celebra la Memoria e dice no a razzismo e antisemitismo. Ai nastri di partenza studenti, personaggi pubblici, semplici cittadini  

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LIVORNO.  Oltre 500 persone ieri mattina hanno detto no al razzismo, all'antisemitismo e alla violenza, partecipando alla Run For Mem, la speciale Maratona della Memoria organizzata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nell'ambito della Giornata della Memoria. Come location della corsa è stata scelta la nostra città, nota per l’integrazione dei popoli e da sempre caratterizzata da una forte rappresentanza ebraica: per questo Il Tirreno è stato il media partner della manifestazione.

Tutti vestiti con una speciale maglietta celebrativa, i 500 corridori si sono riuniti poco prima delle 10 all'ombra della Sinagoga in piazza Benamozegh, formando un’onda bianca capitanata dai testimonial Fabrizio Mori, ostacolista campione del mondo, dai campioni di scherma Rolando Rigoli e Mario Aldo Montano e da Shaul Ladany, ottantaquattrenne israeliano sopravvissuto alla Shoah e scampato agli attentati di Monaco 1972, accolto come una vera star. «Mi sento abbracciato dalla mia città – ha detto Vittorio Mosseri, il presidente della Comunità ebraica livornese – e questa è una sensazione bellissima. Purtroppo i fatti di cronaca di questi giorni testimoniano come non si possa abbassare mai la guardia di fronte alla serpe dell'antisemitismo e all'odio razziale. Non credo che quello che si vive quotidianamente sui social e che spesso travalica nella vita reale sia solo un istinto di pancia di qualcuno. È un profondo sentimento che dev'essere estirpato e lo si può fare solo con la cultura e la conoscenza del passato. Giornate come queste devono servire per mantenere viva in tutti la Memoria».

La Run For Mem è una manifestazione nazionale che ogni anno si svolge in una città diversa e così ieri erano presenti anche tanti corridori venuti da fuori. Per questo prima del via c'è stato anche il saluto dell'ambasciatore israeliano Ariel Bercovich. «Gli ebrei – ha detto – sono abituati a correre e a spostarsi da un paese all'altro per colpa delle persecuzioni che storicamente si ripetono. Con questa corsa dobbiamo impegnarci perché certe cose non accadano più». La vicesindaca Monica Mannucci, l'assessore Simone Lenzi («io non sono molto sportivo – ha detto scherzando – ma essere qui è fondamentale per creare una città migliore»), l'ex assessore allo sport Andrea Morini, la consigliera Cristina Lucetti, il podista Marco Lombardi, Bruno Bastogi e Claudio Marmugi sono solo alcuni dei tanti livornesi che hanno risposto all'appello e si sono presentati al nastro di partenza.

Presente anche il presidente del Coni Gianni Giannone che ha indossato la maglietta e ha percorso i 7 i chilometri di gara. Hanno corso anche tante scolaresche, accompagnate da professori e genitori e i ragazzi dell'associazione Progetto Filippide. E visto che non era una vera e propria gara, in molti ne hanno approfittato per percorrere i 7 chilometri di tragitto camminando e riflettendo sul significato della Memoria. Durante il percorso, infatti, sono state organizzate alcune soste in luoghi simbolo della Memoria e della Resistenza livornese: i corridori si sono fermati in piazza della Vittoria, di fronte al monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, dove è stata deposta una corona, in via Micali, dove ha sede il museo ebraico e dove venne realizzata una speciale scuola ebraica per consentire ai bambini ebrei di continuare a studiare anche durante il fascismo.

Il giro di boa della Run For Mem è stato di fronte alla stele che ricorda i partigiani e i perseguitati antifascisti sul viale della Libertà e intorno a mezzogiorno tutti i podisti hanno tagliato il traguardo in piazza del Municipio, proprio davanti al Comune.Ad accogliere tutti è stato il sindaco Luca Salvetti che ha ringraziato i partecipanti e gli organizzatori, ricordando i valori di integrazione e solidarietà che da sempre sono pilastri della città di Livorno.

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