Il Tirreno

Livorno

Distretto di via del Mare, lavori sempre fermi. L'Asl: «Ma sarà pronto tra due anni»

Flavio Lombardi
Distretto di via del Mare, lavori sempre fermi. L'Asl: «Ma sarà pronto tra due anni»

Durante l’incontro aperto al pubblico al Circolo “Le mì Bimbe” di via della Gherardesca. Morotti: «Risolti i problemi burocratici, ora pensiamo a una struttura provvisoria per servizi minimi»

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LIVORNO. Il distretto sanitario di via del Mare sarà pronto e restituito alla cittadinanza soltanto tra due anni. «Entro la fine del 2021, senza più ritardi sulla tabella di marcia» è stato infatti promesso durante l’incontro aperto al pubblico al Circolo “Le mì Bimbe” di via della Gherardesca, nel quale è stata confermata tutta la volontà da parte dell’ Asl di mantenere la struttura dove è sempre stata, pensando nell’immediato a trovare una alternativa provvisoria durante i due anni di lavori.

Tutto, in attesa che si torni ad una situazione di normalità per una realtà che deve servire praticamente tutta la zona sud della città (La Rosa, Banditella, Antignano Montenero) e che avrà tutte le caratteristiche di casa della salute. Dinanzi ad un pubblico numeroso ed interessato, la presenza del sindaco Luca Salvetti, del consigliere regionale Francesco Gazzetti e, soprattutto di un tris d’assi calato dall’azienda sanitaria Nord-Ovest. Tre soggetti credibili che si sono presi l’impegno - dopo il clamoroso stop ai lavori - rassicurando e fornendo garanzie sulla certezza dei tempi di una vicenda cominciata tre anni fa e che a tratti è sembrata senza fine. Ed è così che Gabriele Morotti direttore amministrativo, Cinzia Porrà responsabile amministrativa del dipartimento tecnico del patrimonio e Nicola Ceragioli, direttore del dipartimento tecnico si sono sbilanciati, sicuri che ormai il passo può procedere spedito.

Dopo il breve intervento di Gazzetti «l’interlocuzione con il governatore Rossi e con l’assessora Saccardi è stata costante e redditizia», il tema affrontato per spiegare il grosso ritardo sulla tabella, ha riguardato un edificio ormai vecchio che spesso in corso d’opera rivela interventi supplementari. Sull’argomento si è collegato Morotti: «Imprevisti e vicissitudini ne hanno allungato fin troppo la realizzazione ed il completamento. Ma state certi che via del Mare diventerà un distretto con caratteristiche di casa della salute. Una delle altre due che, lavorando col Comune, cercheremo di realizzare in tempi più veloci possibile». Restando su Ardenza, Morotti ha ripercoso le varie tappe tortuose, fino alla scoperta di ulteriori lavori di rinforzo strutturale per un surplus di 290 mila euro e che non potevano essere assegnati direttamente alla ditta aggiudicataria, a causa delle nuove normative che disciplinano gli appalti che riguardano gli edifici pubblici. Opere complementari per varianti rispetto al progetto iniziale, possono essere assegnate d’ufficio alla ditta aggiudicataria se i costi non superano il 50% della cifra iniziale. E la differenza stimata, ha reso necessario individuare un’altra ditta, dopo aver seguito per intero l’iter di legge. Intanto, consapevoli dei disagi, si cercano soluzioni alternative in zona, perché due anni sono lunghi da passare e gli anziani hanno difficoltà a spostarsi. Per questo è stata fatta una manifestazione di interesse alla ricerca di locali che possano avere caratteristiche idonee a riattivare determinati servizi.

«Il bando è scaduto a metà di questo mese - conclude Morotti - ,la commissione sta verificando la qualità dell’unica offerta arrivata e presentata dalla farmacia Culla di via del Mare. Entro la fine di gennaio, ne sapremo di più». Quello che si assicura è che in ogni caso, non si dovrà andare oltre l’attesa di due o tre mesi per avere garantiti i servizi essenziali quali prelievi, Cup e ambulatori di specialistica all’interno del rione.

Operai e muratori torneranno molto presto al lavoro sulla struttura dell’Asl perché ora c’è anche l’ok del Genio civile. Il sindaco intanto ha promesso di tornare fra due mesi per fare il punto. «C’è attenzione su tutti i quartieri, partendo da quelli, come Corea e Shangay che avevano situazioni indegne per una città civile. Abbiamo progetti specifici che puntano ad una apertura di centri civici in sostituzione delle circoscrizioni che non esistono più, luoghi per far confluire servizi, associazioni, punti di aggregazione insomma, per una collettività che funzioni. Via del Mare, è uno di questi progetti».

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