Il Tirreno

Livorno

Senza stipendio i 60 addetti della Gvg dopo lo sciopero arrivano i soldi

Lucia Aterini
Senza stipendio i 60 addetti della Gvg dopo lo sciopero arrivano i soldi

In via Firenze prima il presidio dei lavoratori in subappalto. Poi l’intervento dell’impresa madre, la Bertani trasporti

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Molti di loro hanno già vissuto storie di difficoltà e di chiusure delle aziende. Un gruppetto ha lavorato per anni all’Adelphi, altri in realtà falciate dal tessuto economico livornese in pochi anni, a volte addirittura anche in mesi. La paura di non riscuotere e di non andare avanti è dunque già entrata nelle loro famiglie. Sono i sessanta lavoratori dell’azienda Gvg in presidio per un giorno di fronte al piazzale della Bertani per cui lavorano in subappalto. Non riscuotevano da un mese e solo l’intervento in tarda serata dell’azienda madre ha risolto la criticità garantendo il pagamento degli stipendi.

Ma la situazione rimane difficile, più complicata rispetto a quella che hanno visto dieci anni fa perché ora rimangono schiacciati dal meccanismo di appalti e subappalti che riguarda settori, come quello della logistica, che vengono ceduti dalle grandi aziende madri. I loro sguardi e le loro parole sono rassegnati. L’emergenza è continua e gli stipendi sono ipervolatili. Le criticità si ripetono frequentemente perché le aziende cambiano continuamente appaltatori. «Qui è un continuo - spiegano i lavoratori che fanno movimentazione delle auto che arrivano dal porto e devono essere caricate sulle bisarche - da anni ormai questo sistema degli appalti e dei subappalti non funziona. E chi ne fa le spese sono sempre i lavoratori».

Nel caso specifico l’azienda in questione è entrata due anni fa: si è aggiudicata il subappalto della movimentazione delle auto da Unilevel di Roma che invece ha l’appalto diretto dalla Bertani, azienda di trasporti.

«All’inizio è andata bene - spiegano - poi a ottobre da 160 ore che facevamo ci hanno portato a 80. Poi sono iniziati i ritardi nel pagamento dello stipendio. A dicembre siamo stati saldati sempre con ritardo e non abbiamo riscosso tutto l’ammontare della tredicesima. Questo mese abbiamo saputo che la nostra azienda non è stata pagata da Unilevel. Da qui le difficoltà della Gvg a saldare i nostri stipendi». Vale a dire che anche la modesta somma di 600/700 euro, l’ammontare di uno stipendio medio di Gvg, è venuta meno. E allora la risposta è stata quella di iniziare un presidio a oltranza. Ieri mattina i lavoratori erano all’ingresso della Bertani e i mezzi che arrivano per essere messi poi “sulle file di carico” sono rimasti in attesa. Ieri i lavoratori sono rimasti in via Firenze fino alle 18. Poi c’è stata la schiarita e la garanzia della Bertani di pagare il dovuto ai lavoratori. «Noi abbiamo coinvolto la Bertani direttamente - spiega Roberto Pupi della Filt Cgil - perché è il committente che dovrebbe garantire gli stipendi che non sono stati pagati». «Purtroppo - va avanti Pupi - queste situazioni tornano periodicamente perché ogni sette/otto mesi le aziende che vincono i subappalti cambiano. Ma le loro difficoltà vengono scaricate sugli addetti». Questo piazzale ha visto più volte le proteste degli operai. Nell’ultimo caso sotto accusa era una azienda, in subappalto che non era riconosciuta dall’Inps e i lavoratori non risultavano più essere formalmente dipendenti dell'azienda operante a Livorno. Era il caso della Alfa coop che svolgeva lavorazioni in appalto per la Elia poi inglobata dalla Bertani. —

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