Il Tirreno

Livorno

l’inaugurazione 

La cucina delle Sughere primo passo di un carcere chiamato a rinnovarsi

Flavio Lombardi
La cucina delle Sughere primo passo di un carcere chiamato a rinnovarsi

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LIVORNO. E’ stata inaugurata ieri mattina la nuova cucina all’interno della sezione di massima sicurezza del carcere delle Sughere. Un ambiente moderno, con quattro detenuti all’opera e che nel prossimo futuro è destinato a servire il pranzo a tutta la struttura. L’ideale taglio del nastro è stato dato dal direttore dell’istituto, Carlo Mazzerbo, che ha salutato e controllato con estrema soddisfazione la qualità di quel che i fornelli stavano ultimando. Ospiti a tavola, non solo lui medesimo, ma anche tutti coloro i quali avevano presenziato ad una costruttiva riunione che si era tenuta precedentemente, con all’ordine del giorno le condizioni del carcere di Livorno e tutto quel che si può fare per migliorare la qualità della vita per tutti gli “ospiti” ma anche per coloro che lì ci lavorano quotidianamente.Importanti quindi, le presenze del provveditore dell’amministrazione penitenziaria per la Toscana e l’Umbria, fresco di nomina, Gianfranco De Gesu, il direttore Mazzerbo, la rappresentante del Dap (dipartimento amministrativo penitenziario) Gabriella Pedota, il garante dei detenuti per Livorno Giovanni De Peppo ed il suo omologo su scala regionale, Franco Corleone, il comandante della polizia penitenziaria delle Sughere Marco Gorghella, l’assessore al sociale del Comune Andrea Raspanti, il funzionario delle relazioni Perla Macelloni, le due ufficiali della polizia penitenziaria Rosella Iemma e Angela D’Aniello ed infine gli educatori Stefano Turbati, Loredana Angeletti, Alessia La Villa e Patrizia Critti.

Un carcere che ha bisogno di interventi strutturali, tesi a seguire i disciplinari che ormai ritengono superate le teorie secondo le quali si debba pensare ad istituti di pena con spazi dedicati solo alle celle e non ad ambienti che permettano attività ricreative mirate a creare competenze lavorative, ma anche interessi culturali. La situazione in tutta la regione presenta uno standard inferiore rispetto a quello nazionale per stessa ammissione del nuovo provveditore, dal quale nasce l’impegno per migliorare nel più breve tempo possibile la qualità di un luogo che nasce per la riabilitazione dell’uomo indicandogli la via della redenzione. Interessanti le proposte del garante dei detenuti per la Toscana, Corleone, che fra le altre cose, ha messo sul tavolo la possibilità di sfruttare meglio le potenzialità di Gorgona, incentivare altre attività su Livorno dove già c’è una fiorente produzione di violini di alto artigianato ed ambiti da molti bravi musicisti per la loro qualità di costruzione e il recupero di alcune zone adibendole ad abitazioni per gli agenti.

Flavio Lombardi

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