Il Tirreno

Livorno

Bello FiGo e il concerto annullato: «Macché paura, non vengo perché siete poveracci»

Cristiana Grasso
Bello FiGo e il concerto annullato: «Macché paura, non vengo perché siete poveracci»

Il trapper offende gli organizzatori livornesi del Nuovo Teatro delle Commedie dove avrebbe dovuto esibirsi il 24 gennaio e li accusa di non avuto abbastanza soldi per pagarlo 

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LIVORNO. «Se non avete un cazzo di soldi non vengo. Siete dei poveracci di merda». A Livorno si dice “cerchi rogna” quando o proprio te le vai a cercare e Bello FiGo rogna questa volta se l’è cercata, ovviamente pienamente consapevole di farlo, altri pietroni nello stagno che hanno dato la stura a un nuovo tsunami di offese, razziste quelle più banali, volgari quelle più scontate, appena civili quelle più garbate. Ma quando è troppo è troppo. Perché il trapper di origini ghanesi ma cresciuto in Italia, celebre per i suoi testi provocatoriamente sessisti e provocatoriamente razzisti (nel senso che dileggia “i bianchi” e si esibisce in performance erotiche molto maschie con “fighe bianche”), capace di fare infuriare insieme leghisti e femmministe ma anche cittadini democratici politicamente corretti, è andato oltre e ci ha trattato, noi livornesi, da allezziti. Spiegando che se non sarà il 24 gennaio in concerto in città, concerto annunciato al Nuovo Teatro delle Commedie ormai da settimane, non è perché ha paura di essere attaccato dai contestatori e neppure per timore dell’eco del recente putiferio creato dal suo video clip pieno di sesso ammiccato e appunto “fighe bianche”, girato abusivamente all’università di Pisa con interpreti livornesi.

«Macché paura, datemi 10mila euro e vedrete se non me la sento di venire» ha postato su Instagram il trapper. Smentendo i giovani livornesi organizzatori di eventi che gli avevano teso una mano ingaggiandolo per esibirsi al Ntc in nome della libertà di espressione e del dibattito che comunque l’artista sa bene come scatenare. Già perché gli organizzatori avevano così giustificato mercoledì la marcia indietro di Bello Figo: «La settimana scorsa – spiegava Vittorio Cateni, che insieme a Federico Milani, gestisce “Il Circolino” che cura il cartellone “giovane” del Ntc – abbiamo chiamato l’artista per metterci d’accordo sugli ultimi dettagli dello spettacolo e ci ha comunicato che avremmo dovuto annullare l’esibizione. Ci ha detto che non se la sentiva di cantare a Livorno dopo quello che è successo. Abbiamo cercato di spiegargli che Livorno lo attendeva e che la vicenda di Pisa non poteva cambiare la nostra visione e la nostra presa di posizione nella discussione che era riuscito a creare. Il nostro intento è sempre stato di far cultura e farla con un tipo di evento che fosse di rottura».

Ma con Bello Figo non si può mai sapere dove finisce la “rottura”. Così ecco l’arrogante smentita, lo schiaffo: «Siete dei poveracci...Io 2000 euro li uso solo per vestiti di Gucci». E se gli organizzatori si limitano a replicare che hanno tutte le mail che confermano la loro versione e che sul cachet si erano accordati, sui social la gente ci va giù dura. “Raccolta fondi, per pagare bello Figo, che dice non abbiamo soldi per pagarlo a Livorno, io ho un sacco di noccioline...” è uno dei post più moderati, tra quelli che invitano a tirargli banane marce, che gli suggeriscono di tornare nelle capanne o tra le scimmie. Offese che lui, il trapper che gioca al negro brutto e cattivo a caccia di insulti, indossa felice come fa appunto con gli abiti di Gucci.

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