Lutto
Rivedere le fasce orarie e ridurre le tariffe in centro
Un gruppo di operatori della Confesercenti avanza richieste: «Dobbiamo spostarci con il mezzo per andare dai clienti, così è un problema»
LIVORNO. Tariffe troppo care, in centro. Fasce orarie sugli stalli blu che penalizzano chi si sposta per servire i clienti. Un piano della viabilità che non penalizzi ulteriormente negozi e botteghe, che già scontano il prezzo di una competizione - spesso impari - con la grande distribuzione. Queste le principali richieste di una delegazione della Confesercenti nell’incontro con l’assessore alla Mobilità Giovanna Cepparello.
«Vogliamo essere fiduciosi che l’arrivo della nuova amministrazione segni un passaggio importante nel modo di affrontare le criticità ed i bisogni del commercio»”afferma la presidente provinciale di Confesercenti Livorno Maristella Calgaro. Con lei Daniele Bini, presidente comunale di Confesercenti – alla guida di una delle poche attività di vendita elettrodomestici che continua ancora la propria attività in centro - Simone Toschi, presidente del Mercato del Buontalenti e e Alessandro Bacci, erede della storica attività di vendita formaggi in piazza Cavallotti. «Poniamo problemi concreti e giornalieri, fondamentali per la nostra sopravvivenza», dice Daniele Bini «parlo a nome di tutte quelle attività che, come la mia, hanno necessità vitale del mezzo da lavoro: consentiteci, una volta pagato il tagliando, di poter sostare senza fasce orarie sugli stalli blu – le fasce orarie attuali non sono funzionali ai nostri clienti...a noi (e come noi mobilieri, caldaisti, idraulici e molti altri) ci viene chiesto dai clienti di andare presso le loro abitazioni la sera dopo le 18 o nella pausa pranzo mentre ora siamo autorizzati solo dalle 9 alle 13 e dalle 15 fino alle 19. Chiediamo quindi, a parità di prezzo, di fare una fascia oraria unica dalla 9 alle 20, come sono i nostri orari di lavoro. Inoltre alcuni di noi pagano un unico tagliando per accedere sia alla Ztl che alle Zsc, io propongo di scorporarli di modo che ciascuno di noi possa decidere quali zone davvero sono funzionali al proprio lavoro e pagando una cifra diversa a seconda di quella che interessa. Noi, nei nostri negozi, ci viviamo...come e forse più di un residente, dateci la possibilità di parcheggiare durante le ore diurne il nostro unico mezzo da lavoro sopra gli stalli blu nel quartiere dove risiede il negozio, concedendoci la lettera della Zsc di competenza come se fossimo dei residenti».
«Per noi il problema è il costo dei parcheggi e le fasce orarie di applicazione - affermano Alessandro Bacci e Simone Toschi - con i due successivi contratti con Tirrenica Mobilità abbiamo subito un colpo tremendo in termini di presenze di clienti. Il parcheggio in centro costa carissimo, e se comprendiamo la logica che sottende questo prezzo nel caso della via Grande, non ne capiamo invece il senso se pensiamo agli scali Saffi o Bettarini e soprattutto troviamo che le fasce orarie siano per noi davvero dannose. Lo diciamo soprattutto a nome del Consorzio di Piazza delle Erbe: per loro la fascia oraria dalle 8 alle 10 è determinate per intercettare quei potenziali clienti che si spostano all’interno del centro per motivi di lavoro o per portare i figli a scuola. Sarebbe importante dare un segnale come ad esempio la riduzione della tariffa per la prima ora, o una forma di sosta di cortesia o quanto meno la possibilità di pagare per il tempo effettivo di permanenza – che senso ha pagare 1,50€ per un’ora quando per prendere pesce e frutta magari ne basta mezza?». Cepparello, ha fatto chiarezza sui vincoli che blindano l’amministrazione alle clausole del contratto con Tirrenica Mobilità, ma ha anche affermato che è intenzione dell’amministrazione fare il possibile per attivare quelle scelte funzionali alle esigenze dei commercianti. —
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