Il Tirreno

Livorno

Iniziativa per i lettori 

Modigliani non finisce mai con le stampe del Tirreno

Matteo Scardigli
Modigliani non finisce mai con le stampe del Tirreno

In regalo dodici riproduzione dei quadri che sono esposti al Museo della Città Il sindaco Salvetti: «Bella iniziativa che accompagna il successo della mostra»

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"Fillette en bleu" o "Bambina in azzurro". L'azzurro dei suoi occhi sarà il primo regalo de Il Tirreno ai suoi lettori, nel centenario della scomparsa del maestro Amedeo Clemente Modigliani. La stampa del celebre capolavoro sarà la prima di dodici riproduzioni di altrettante opere, tra quadri e disegni, esposti fino al 16 febbraio alla mostra (che viaggia oltre le 60 mila presenze) al Museo della città. Un omaggio del giornale ai livornesi che troveranno nelle edicole ogni mercoledì, giovedì, venerdì e sabato per le prossime tre settimane a partire proprio da domani. “Modigliani non finisce mai”, questo il titolo del progetto culturale, nasce da un'idea di Alessandro Guarducci, responsabile della cronaca di Livorno e Cecina. Un progetto nato lo scorso settembre, proprio quando Il Tirreno colse in anteprima l'idea della neoinsediata amministrazione comunale di Luca Salvetti per celebrare Dedo e che rapidamente ha coinvolto il giornale tutto riscuotendo consensi unanimi anche da palazzo Civico, passando per il curatore Marc Rastellini e il massimo esperto di Modì Carlo Pepi. «La sensazione era che Modigliani potesse "finire" il 16 febbraio con la chiusura della mostra, e Il Tirreno ha inteso in questo modo difendere la scelta coraggiosa dell'amministrazione di investire sulla cultura - ha spiegato Guarducci nel corso della presentazione dell'iniziativa al Museo, di fronte alle autorità civili, militari e artistiche della città - L'augurio è che con questo progetto si possa finalmente riconoscere che Livorno è, a tutti gli effetti, una città di grande cultura».

Parole condivise dal sindaco. «L'idea di "Modigliani e l'avventura di Montparnasse" è arrivata nel momento giusto in cui c'era la necessità di dare un segnale a Livorno. È stata una decisione di coraggio seguìta da tanta "strizza", con la quale si aspettava ogni sera con trepidazione il dato sui visitatori», ha raccontato Salvetti, sottolineando come, dopo aver superato quota 60mila e il pareggio delle spese, «da oggi, finalmente, chi acquista un biglietto sa di contribuire a una voce di bilancio, sa che il suo denaro va a pagare lo stipendio di 50 giovani livornesi che hanno reso possibile tutto questo».

Il direttore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli ha ringraziato i curatori, patrocinatori e collaboratori di “Modigliani non finisce mai”, tutti elencati dietro ad ogni stampa. «Davanti non c’è il nostro logo, solo e soltanto la cultura. È il nostro regalo e a noi sta bene così», ha detto il direttore mettendo in risalto anche l'operato di Michela Pagani (ufficio marketing de Il Tirreno). L'augurio è che queste immagini siano collezionate e appese in case, luoghi di ritrovo, negozi e uffici: un modo appunto per non far finire mai Modì.

Un augurio abbracciato dallo stesso Pepi: «Livorno ha potenzialità artistiche come nessun'altra città al mondo, eppure non ha saputo amare Modigliani così come non ha capito Fattori. Ma i tempi sono finalmente cambiati: bravo il Comune e bravo il Tirreno». Il 2020 di Luca Salvetti si apre così con le celebrazioni di Piero Ciampi, del Partito Comunista, di Ilio Barontini e Giorgio Caproni; e domani Modigliani, in attesa poi dell'estate mascagnana. «Piccoli tasselli della nostra memoria collettiva», ha concluso il sindaco. —

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di Redazione web