Gioco
A Livorno la “Run for Mem” 2020 la corsa per dire no al razzismo
È organizzata dalle comunità ebraiche prima della Giornata della Memoria: si disputa domenica
LIVORNO. Sette chilometri di corsa per non dimenticare. Sette chilometri per dire basta al razzismo, alla cattiveria e all’antisemitismo. Sette chilometri per ripercorrere i luoghi della Memoria e guardare al futuro con fiducia e senso civico. Domenica Livorno ospiterà la “Run for Mem” 2020, una speciale maratona della Memoria organizzata dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane nell’ambito della Giornata della Memoria.
Quest’anno come location è stata scelta la nostra città, nata grazie all’unione dei popoli e che da sempre vanta una forte rappresentanza ebraica. Per questo la manifestazione toccherà tutti i luoghi simbolo della Resistenza e della Shoah. Si partirà da piazza Benamozegh, davanti alla sinagoga, poi gli atleti passeranno per piazza della Vittoria, di fronte al monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, per via Micali, dove ha sede il museo ebraico, compieranno un giro di boa di fronte alla stele che ricorda i partigiani e i perseguitati antifascisti sul viale della Libertà e poi taglieranno il traguardo in piazza del Municipio. «Siamo orgogliosi – spiega il sindaco Luca Salvetti – di ospitare questa corsa. Abbiamo voluto unire due caratteristiche che sono insite nei livornesi: la sportività e l’accoglienza. Ed è particolarmente significativo che il percorso inizi di fronte alla sinagoga e si concluda davanti al Comune, perché è importante dare un risalto anche istituzionale alle iniziative legate alla Memoria».
Il ritrovo domenica mattina alle 9. 30, con la partenza alle 10. Particolarmente soddisfatto Vittorio Mosseri, il presidente della Comunità ebraica livornese. «Sette chilometri non sono molti – ha detto – e per questo non possiamo di certo catalogare questa corsa come una “maratona”. Ma è stata una bella maratona solidale organizzarla, perché tutti hanno voluto fare la propria parte. È importante vigilare contro i rigurgiti di antirazzismo e antisemitismo, che purtroppo sono sempre in agguato. Bisogna stare attenti anche a Livorno, una città che non ha mai avuto nessun ghetto, ma che nel Ventennio ha pagato un prezzo altissimo con la deportazione di almeno 300 cittadini ebrei. Per questo abbiamo installato 36 pietre d’inciampo, in modo da tenere vivo il loro ricordo».
Non essendo una gara competitiva, si potrà percorrere il tragitto di corsa, ma anche passeggiando o in bici. «E la bici– ha aggiunto il presidente del Coni di Livorno, Gianni Giannone – è un omaggio che vogliamo fare al grande Gino Bartali, un uomo che ha dimostrato con i fatti che lo sport può essere un grande vettore di umanità. Grazie alla sua bici, nascondendo nella canna tantissimi documenti clandestini, riuscì a salvare almeno 80 ebrei. Ed è importante che anche a Livorno venga omaggiato un uomo così coraggioso».
I testimonial della “Run for Mem” 2020 saranno il marciatore israeliano sopravvissuto alla Shoah Shaul Ladany, gli schermidori Oro olimpici Rolando Rigoli e Mario Aldo Montano e l’ostacolista campione del mondo Fabrizio Mori. «È un onore – ha detto Mori – essere il testimonial di questa corsa che deve far riflettere e pensare, non solo in questi giorni, ma tutto l’anno». La partecipazione alla manifestazione è gratuita ed è possibile iscriversi sul sito Ucei, ucei.it/runformem. Il Tirreno, insieme a Sky, sarà il media partner della corsa e seguirà la manifestazione con foto, articoli e testimonianze dei partecipanti, raccontando alla città la cronaca di una bella giornata di sport e antirazzismo. –
Nicolò Cecioni
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