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Mortalità, Livorno al quarto posto in Toscana. Ecco l'identikit delle cause più frequenti
Nell’ex Asl di Livorno la causa più rilevante è quella delle malattie cardiocircolatorie. Poi i tumori, in primis quello ai polmoni
LIVORNO. Il tasso della mortalità, nell’ex Asl 6, è tra i più alti della Regione. Questo risulta dai dati dell’Ars Toscana (Agenzia regionale della sanità) e dalla banca dati dell’Istat. La prima causa di morte è legata alle malattie cardiocircolatorie. Segue quella legata ai tumori.
Queste sono alcune delle indicazioni che emergono dai dati raccolti sia per Comuni che per territori, quello dell’ex Asl 6 e dell’attuale Asl Nord-Ovest. «L’andamento della mortalità è in forte diminuzione - spiega Fabio Voller, responsabile del settore sociale dell’Osservatorio di epidemiologia della Toscana - e questo si vede anche dagli ultimi dati pubblicati (sul sito dell’Ars www.ars.toscana.it) relativi al periodo tra il 2006 e il 2015. Il tasso di mortalità di Livorno (ex Asl 6) è maggiore di quello registrato a livello regionale ma comunque minore rispetto a quello complessivo dell’Asl nord ovest». Come si legge nella relazione sanitaria 2018 dell’Asl Nord-Ovest, «l’ultimo dato disponibile relativo al 2014 mostra una speranza di vita sia nei maschi che nelle femmine di circa metà anno inferiore rispetto a quella della Regione Toscana».
In posizione peggiore di Livorno, come si può vedere anche dalla tabella a destra, sempre a cura di Ars, ci sono in ordine decrescente Viareggio, Massa Carrara, Lucca. Il miglior dato si registra nell’ex Asl 10, quella di Firenze.
Questo il quadro generale da cui gli epidemiologi, che studiano la distribuzione, la frequenza delle malattie e gli eventi di rilevanza sanitaria, ricavano indicazioni più valide rispetto a quelle che possono tirare fuori da numeri più piccoli, come possono essere quelli relativi a singoli comuni. Così come anche i dati dei singoli anni, quelli assoluti, sono meno significativi di quelli aggregati, per periodi.
La prima causa di morte, nel nostro territorio, è quella legata alle malattie cardiovascolari, seguono i tumori (anche se secondo l’Istat la mortalità di quasi tutte questo tipo di patologie sta calando). «A livello della nostra Asl - spiega Paola Viviani, responsabile dell’ epidemiologia per l’Asl Nord Ovest - i tumori che sono stati maggiormente diagnosticati tra il 2013 e il 2015 sono per gli uomini, in ordine decrescente, quello al polmone, alla prostata e al colon».Per le donne, invece, continua Viviani «quello più riscontrato è alla mammella, poi al colon, alla tiroide e al polmone». Infatti per le donne quest’ultimo tipo di tumore si sta facendo più insidioso perché il fumo si è diffuso tra le donne dopo, dal punto di vista temporale, rispetto agli uomini. E se per questi ultimi i trend delle patologie registrate e dei tassi di mortalità stanno migliorando, per la donna la tendenza è opposto.
Il problema è la prevenzione che in alcuni casi non viene praticata. Come spiega la responsabile dell’epidemiologia a livello aziendale, «per il colon (cioé l’esame del sangue occulto nelle feci ndr) lo screening viene fatto da una persona su due che vengono invitate. E dunque un’adesione maggiore potrebbe salvare molte vite perché aderendo a questo screening si può arrivare anche a scoprire la patologia nello stadio precanceroso».
A Livorno, nel 2018, l’ adesione allo screening del sangue occulto è stata pari al 50,4%: su 51.402 persone invitate, hanno partecipato in 24.681. Per lo screening alla mammella i numeri sono migliori e la mammografia è un esame più accettato. Ma, aggiunge Viviani, «anche in questo caso i risultati potrebbero essere migliorati». Sempre per le donne, la zona livornese si caratterizza per una mortalità per le malattie cardiocircolatorie più alta rispetto a quella attesa (applicando un modello Bayesiano, criterio statistico che prende in considerazione anche gli eventi delle aree circostanti).
Altre particolarità: il mese in cui è maggiore il tasso di mortalità è agosto e quello in cui assistiamo al minor numero di decessi è maggio. La fascia oraria che produce più vittime è quella notturna, la fascia del mattino registra il minor numero di decessi.
Sempre dalla relazione sanitaria 2018 dell’Asl Nord Ovest, per quanto riguarda la mortalità da incidenti stradali, non si rilevano punte in nessun mese dell’anno. Il tasso degli infortuni mortali sul lavoro, invece, è il più alto dell’area.
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