Gioco
Si fermano i cento spazzini di Avr: saltano porta a porta e svuotamento dei cestini
Sciopero il 31 gennaio. «Da un anno l’azienda non versa i contributi e ha smesso di pagare una lavoratrice malata di cancro»
LIVORNO. Venerdì 31 gennaio si fermano gli spazzini di Avr. Salterà così la raccolta porta a porta nel Pentagono del Buontalenti (quel giorno è prevista la raccolta del multimateriale e dell’indifferenziato), ma anche lo svuotamento dei cestini in tutta la città, la pulizia di strade e marciapiedi, sia manuale che meccanica. Gli spazzini continueranno l’agitazione nei giorni successivi, almeno fino all’8 febbraio, con il blocco degli straordinari, il che comporterà problemi soprattutto con il porta a porta serale in centro che potrebbe non essere effettuato.
Lo sciopero è stato dichiarato ieri dai sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e dal Fiadel. Nel mirino c’è Avr, la società che alcuni anni fa si è aggiudicata - al posto di Cooplat - l’appalto di una serie di servizi collaterali a quelli di Aamps, che si sono ampliati sempre più al punto che oggi i lavoratori assunti per lo spazzamento e la raccolta rifiuti sono un centinaio. La società è accusata dai sindacati di non versare una serie di istituti contrattuali. Ma anche di comportamenti anti-sindacali verso alcuni lavoratori.
Contributi fantasma
«Da troppo tempo Avr è indietro nel versamento di alcuni obblighi contrattuali - spiega il segretario della Funzione Pubblica della Cgil, Giovanni Golino -. I lavoratori si vedono trattenere dallo stipendio le quote della previdenza complementare, che però non vengono versate agli istituti. Lo stesso accade per i prestiti personali o le cessioni del quinto: anch’essi sono prelevati dalle buste paga ma non riversati alle finanziarie, il che crea un doppio danno ai lavoratori, che finiscono pure nel registro dei cattivi pagatori». Si tratta - spiega Golino - di una questione che va avanti da oltre un anno: «Abbiamo provato a ricondurre alla ragione l'azienda, ma hanno continuato con questo comportamento».
Col cancro senza paga
C’è anche un caso specifico che ha convinto sindacati e lavoratori che lo sciopero fosse inevitabile: è quello relativo ad una dipendente, che si è ammalata di tumore. «Da tre mesi Avr ha deciso di non pagarle lo stipendio - spiega il segretario della Funzione Pubblica Cgil -. La lavoratrice non è più in grado di effettuare il lavoro di spazzamento della strada che tra l’altro svolge da tanti anni. Ma l’azienda le ha negato la possibilità di svolgere una mansione alternativa, nonostante essa fosse disponibile. Adesso ha aperto a questa opportunità ma a patto che la lavoratrice rinunci alle mensilità che non le sono state versate. È un ricatto che non possiamo accettare».
Incontro col sindaco
Della questione è stato informato anche il sindaco Salvetti, visto che Avr lavora per conto di Aamps, di cui il Comune è proprietario al cento per cento. Un incontro è previsto il 28 gennaio. «Chiederemo ad Aamps di farsi carico di pagare quanto dovuto da Avr», dice Golino. «Il 31 intanto fermeremo tutte le attività».
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