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Livorno, il Nursind contro l’Asl: «Non rispetta il lavoro degli infermieri»
Il sindacato accusa la dirigenza dell'Usl Toscana nord ovest di non aver dato seguito agli accordi sottoscritti con le Rsu
LIVORNO. «L’Asl Toscana nord ovest non dà corso agli accordi firmati con le Rsu. Evidentemente non serve sottoscrivere accordi sindacali, visto che la politica dell’attuale dirigenza è quella di renderli operativi quando meglio aggrada loro». A parlare è Roberta Sassu, segretario provinciale del Nursind di Livorno. «È dal 10 dicembre scorso – dice – che dopo molte contrattazioni partite ben più di 12 mesi fa Rsu e azienda hanno apposto la firma su accordo che ha chiuso questioni importanti, che coinvolgevano tutti i dipendenti dell’Asl Toscana nord ovest».. Sono tre le intese sottoscritte, che riguardano l’intera area: la provincia di Livorno, Pisa, Pontedera, Lucca, Viareggio e Massa. «La prima, per superare il grave problema delle assenze improvvise che spesso costringono gli infermieri a rientrare al lavoro durante il riposo compensativo; la seconda per la ripartizione dei proventi inerenti le attività di supporto alla libera professione medica; la terza per il saldo del contributo regionale per gli infermieri del 118».
A distanza di oltre un mese, però, «l’azienda non ha ancora messo in atto l’accordo che dovrebbe assicurare agli infermieri quei soldi che spetterebbero loro per i sacrifici dovuti ai continui rientri in servizio per coprire la cronica mancanza di personale – spiegano dal Nursind – che da mesi ormai denunciamo, ma che l’Asl nonostante le promesse non reintegra con nuove assunzioni». «È inoltre inaccettabile – prosegue Sassu – la scorrettezza della dirigenza aziendale, che dopo averlo rateizzato, adesso manca la promessa, fatta in conciliazione in prefettura, di pagare il saldo del contributo regionale agli infermieri del 118 atteso da oltre 10 anni perché non si trovavano più i fondi erogati dalla Regione. Abbiamo di fronte una dirigenza palesemente inaffidabile nel mantenere gli impegni presi con i dipendenti. Se non verrà dato corso agli accordi firmati – conclude il Nursind – si riaprirà lo stato di agitazione congelato a luglio all’indomani delle promesse fatte di fronte al prefetto». —
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